Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

L’Italia multa Apple e Samsung ” Telefoni invecchiati col trucco”

Apple e Samsung inviavano decine di aggiornamenti software sui nostri smartphone e tablet.
Sul Note 4, la Samsung. Sugli iPhone 6, 6Plus, 6s e 6sPlus invece la Apple. Aggiornamenti che le aziende ci presentavano come necessari a risolvere bug, falle della sicurezza. Dunque benefici per il funzionamento del nostro dispositivo. Invece alcuni software finivano con il creare gravi problemi al Note 4 della Samsung come ai quattro tipi di iPhone 6. Al punto che migliaia di italiani – esasperati dal tracollo improvviso della batteria dell’iPhone e dagli spegnimenti del Samsung – si rassegnavano a comprare uno smartphone o un tablet nuovo.
Venivano spinti all’acquisto, a volte, da veri e propri sconti esca. Come quello che Samsung proponeva sui nuovi modelli e per gli acquisti via Internet, pari al 25% del prezzo di listino.
Questo disonorevole gioco – che rendeva vecchi e inaffidabili dispositivi pagati centinaia di euro soltanto pochi mesi prima – viene smascherato e punito dal nostro Garante dei consumatori (l’Antitrust) che multa Apple per 10 milioni di euro, Samsung per 5. È la prima sentenza al mondo a sanzionare la “obsolescenza programmata” di Apple e Samsung, colpevoli di aver aggiornato il software dei nostri dispositivi anche con lo scopo di accorciarne la vita. La Apple fronteggia 32 denunce collettive ( class action) negli Stati Uniti ed è sotto inchiesta in Francia, davanti al Tribunale di Nanterre. Tutte queste indagini esaminano i documenti interni di Apple e Samsung. Le due aziende sono consapevoli che è difficile acquisire nuovi clienti mentre è necessario convincere i vecchi a lasciare il solito smartphone o tablet per uno di ultima generazione.
I consumatori italiani sono come circondati. Apple e Samsung conservano un pieno dominio sui nostri cellulari, cui inviano continui aggiornamenti software via etere e senza il nostro consenso (grazie alla tecnologia Fota). In sedici mesi – tra settembre del 2016 e gennaio del 2018 – chi ha un iPhone 6 riceve 70 richieste di scaricare l’aggiornamento. Un bombardamento. E poi ci sono i dipendenti dei centri assistenza ai clienti che vengono addestrati come soldatini per reggere il gioco ad Apple e Samsung. Gli ispettori del nostro Garante trovano una e-mail che il 15 gennaio 2018 la Apple invia agli Apple Store. Agli addetti degli Apple Store viene vietato anche solo di parlare con i clienti di “obsolescenza programmata” in caso di reclami. La Samsung invece invitava i propri centri di assistenza a recitare. Di fronte alla persona furiosa per gli improvvisi guasti del suo Note 4, effetto dell’aggiornamento del software, il tecnico doveva ribattere che il decadimento del dispositivo era un «fatto naturale» dopo alcuni mesi di uso. Non solo. L’aggiornamento malefico ha investito il Note 4 in prossimità della scadenza della garanzia, a due anni dall’acquisto. Così, quando le persone andavano al centro assistenza, dovevano pagare se volevano rimettere le cose a posto. La riparazione del Note 4 – quando soggetto a blocchi improvvisi o incapace di accendersi – è costata fino a 295 euro (prezzo massimo del listino Samsung). Quando bisognava sostituire uno dei principali componenti elettronici – la Pba, cioè la scheda madre – ed anche lo schermo, il listino si è spinto a 408 euro.

Aldo Fontanarosa

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Almeno per ora il pericolo è scampato. Ma è difficile capire quanto ancora la rete di protezione l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Mario Draghi ha deciso di scrivere personalmente il nuovo Recovery Plan italiano. Lo farà insieme a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Gli sherpa sono al lavoro per invitare Mario Draghi nella capitale francese. Emmanuel Macron vorrebb...

Oggi sulla stampa