Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Per l’Italia limati gli aiuti ma aumentano i crediti

BRUXELLES

Il vertice europeo più lungo della storia recente, alla fine, sta partorendo quel compromesso tante volte sfiorato nelle lunghe ore di negoziati e che tutti auspicavano alla vigilia. L’Italia, in un primo momento messa all’angolo dai Paesi frugali sui ritardi nelle riforme, ha trasformato, con il premier Giuseppe Conte, una battaglia nazionale in una vera e propria crociata in difesa del metodo comunitario e delle prerogative della Commissione e del Parlamento. Scelta vincente a giudicare dalle dotazioni di cui godrebbe alla fine l’Italia : 82 miliardi di sovvenzioni, 3 in meno rispetto alla proposta inziale e 127 di crediti, 38 in più della prima proposta.

Il presidente del Consiglio, rilevano fonti governative, «ha fatto una battaglia enorme per il mantenimento dell’ammontare globale del Recovery fund a 750 mld. Mentre gli altri stavano accettando la riduzione a 700 miliardi ,Conte in tutte le sue bilaterali ha incessantemente insistito su una cifra che aveva un forte valore di risposta ai cittadini italiani e europei». Tutto è però ancora “apertissimo” come ripeteva ieri sera il premier italiano senza sbilanciarsi più di tanto. Se le cifre verranno confermate si allontanerebbe ,però, la necessità di ricorrere in tempi brevi al Mes o fondo Salva Stati, risolvendo quindi un nodo di politica interna tutt’altro che secondario. Tanto che perfino Giorgia Meloni di Fdi rileva che «se Conte fa davvero gli interessi degli italiani siamo con lui». Ma il segretario del Pd, Nicola Zingaretti insiste a ritenere indispensabile il Mes. «Io ho rispetto del premier che deve tenere insieme la maggioranza. – osserva Zingaretti – ma mi rivolgo ai cittadini italiani e penso che dopo il Covid io voglio la migliore sanità del mondo. Il Covid ci porta a una riforma della sanità. Con i soldi del Mes innoverei le strutture, investirei nelle nuove tecnologie e servirebbe una riflessione sulla rete di presa in carico degli anziani».

Nella fase finale del negoziato la quota di sussidi si è fermata quindi a 390 miliardi di euro. Il Resilience e Recovery Facility (soldi che vanno direttamente agli Stati membri) fissato a 312,5 miliardi, ridotti i trasferimenti tra i vari programmi del Recovery Fund a 75 miliardi (rispetto ai 190 mld previsti dalla Commissione).

Il tutto si traduce in un risultato apprezzabile per l’Italia perché, se le cifre verranno confermate, al nostro Paese andranno 209 miliardi rispetto ai 173 della proposta della Commissione. Dovremo accettare un limatura delle sovvenzioni a fondo perduto (da 85 a 82 miliardi) ma vedremo aumentati i crediti da 88 a 127 miliardi. Non si esclude che nella notte queste cifre possano subire qualche variazione ma il quadro di riferimento dovrebbe essere mantenuto. Frutto, questo, di un lavoro certosino giocato di sponda tra il presidente francese, Emmanuel Macron e la cancelliera tedesca Angela Merkel che hanno guidato il percorso di mediazione del presidente del Consiglio Ue Charles Michel.

Il bilancio europeo 2021-2027 resta fissato a 1.074 miliardi di impegni. Ma vengono accontentati i Paesi Frugali con sconti sui contributi al bilancio. Alla Danimarca andranno 322 milioni di rimborsi, all’Olanda quasi 2 miliardi, all’Austria 565 milioni e alla Svezia oltre 1 miliardo.

Quanto alla governance dello strumento finanziario la posizione di Conte contraria al voto all’unanimità proposta dall’Olanda sui piani dei singoli Paesi ha trovato una sua composizione. Il super-freno di emergenza è stato modificato per cui i piani dei singoli Paesi verranno approvati dal Consiglio a maggioranza qualificata, in base alle proposte presentate dalla Commissione. La valutazione sul rispetto delle tabelle di marcia i verrà al Comitato economico e finanziario , gli sherpa dei ministri delle Finanze. Solo “in via eccezionale”, il Paese che riterrà che vi siano problemi, potrà chiedere che la questione finisca al Consiglio Europeo.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

ROMA — Un’esigenza comune percorre l’Europa investita dalla seconda ondata del Covid-19. Mai c...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

ROMA — L’Italia è pronta ad alzare le difese, e si allinea con l’Unione europea, nei confront...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

MILANO — Nel giorno in cui il consiglio di Atlantia ha deliberato il percorso per uscire da Aspi, ...

Oggi sulla stampa