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L’Italia cresce più dell’Europa Gentiloni: la ripresa sia duratura

Anche la commissione europea dice che l’Italia crescerà quest’anno più del previsto. Non solo. Il rimbalzo del Pil sarà superiore alla media dell’Unione. Bruxelles ha rivisto al rialzo le stime: il Pil nel 2021 salirà nel nostro Paese del +5% (contro il 4,2% previsto in primavera), più del 4,8% previsto nella media Ue. «Sono cifre da boom economico», commenta il commissario Ue per l’Economia, Paolo Gentiloni. Che invita però a «non accontentarsi solo di un rimbalzo che ci faccia tornare ai livelli precedenti», ma a perseguire «una crescita stabile, duratura e sostenibile», anche grazie al Pnrr finanziato dall’Europa e alle riforme che ne accompagneranno la realizzazione. Tra queste quella degli ammortizzatori sociali, sulla quale c’è stato ieri il primo faccia a faccia tra il ministro dell’Economia, Daniele Franco, e il ministro del Lavoro, Andrea Orlando.

Un incontro importante, per fare il punto sui fondi che il governo può mettere a disposizione per rafforzare gli interventi di sostegno al reddito e di ricollocamento per chi perde il lavoro. Obiettivo urgente dopo le conseguenze della crisi pandemica sull’occupazione, ma che deve conciliarsi con le poche risorse a disposizione. Per ora, infatti, al Tesoro si ragiona sui 4 miliardi per il 2022, sapendo che per la riforma degli ammortizzatori sociali non potranno essere usati fondi europei e bisognerà quindi provvedere con la manovra di bilancio per il 2022 (per quest’anno si andrà avanti con la cassa integrazione covid già finanziata), che però dovrà reperire risorse anche per altre riforme importanti, a partire da quella del fisco, per la quale si parla già di trovare 10 miliardi.

La riforma del fisco

Il ministro dell’Economia ritiene costruirla in «equilibrio di bilancio pubblico»

Per gli ammortizzatori sociali, che verrebbero estesi a tutti i lavoratori, compresi quelli dei piccoli esercizi e delle aziende fino a 5 dipendenti, Orlando punta ad ottenere altrettanto: 10 miliardi, che potrebbero ridursi a 6-7 immaginando una partenza graduale della riforma. Ma al Tesoro invece starebbero ragionando su una cifra intorno ai 4 miliardi, per finanziare la partenza degli ammortizzatori universali che poi a regime potranno contare sui fondi raccolti con i contributi che verranno fissati per le microaziende che finora hanno goduto della cassa integrazione gratis. Non è tantissimo, ma vale per gli ammortizzatori quello che Franco ha detto per la riforma del fisco: dovrà avvenire «in un contesto prospettivo di equilibrio del bilancio pubblico». Orlando ha comunque commentato positivamente l’incontro, dicendo che la riforma «è davvero alla stretta» e garantirà per tutti i lavoratori «una copertura a prescindere dalla dimensione delle imprese» e un assegno di disoccupazione «anche se sei precario, stagionale o discontinuo».

Gli ammortizzatori

L’ipotesi di una riforma graduale degli ammortizzatori con risorse per 6-7 miliardi

Di certo la ripresa aiuterà anche l’occupazione, che, dice l’Ocse, dovrebbe tornare ai livelli del 2019 nel terzo quadrimestre del 2022. Nell’Employment Outlook, l’organizzazione dei Paesi sviluppati invita i governi a «concentrarsi sui più vulnerabili: giovani, donne, lavori meno specializzati e alcuni lavoratori indipendenti, per assicurare una transizione dall’esclusione all’inclusione».

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