Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

«L’Italia apre agli investitori esteri»

MILANO – «Il Governo è aperto agli investimenti esteri e in particolare è impegnato ad aiutare gli investitori a lungo termine nel nostro Paese». Il ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan, lancia questo messaggio alla platea di fondi sovrani che hanno partecipato ieri alla settima edizione dell’International Forum of Sovereign Wealth Funds (Ifswf), organizzato dal Fondo Strategico Italiano presieduto da Claudio Costamagna e guidato da Maurizio Tamagnini. Un appuntamento, quello del Forum, che per la prima volta si è svolto in Italia consegnando a Milano per tre giorni il titolo di capitale mondiale dei fondi sovrani. Intanto per i numeri in gioco: hanno partecipato 34 fondi di 31 Paesi con un patrimonio totale in gestione superiore ai 4.500 miliardi di dollari. «Mi colpisce che in questa sala sia rappresentato 2,8 volte il Pil italiano ma mi auguro di poter tornare l’anno prossimo e vedere questo numero sceso», ha detto con una battuta Padoan per intendere che il Pil aumenterà. Il ministro ha colto l’occasione dell’incontro con gli investitori per fissare alcuni punti fermi. Primo fra tutti, l’apertura del Governo ad aiutare gli investitori a lungo termine. Del resto, come ha precisato nel discorso di apertura il presidente di Cdp e di Fsi Costamagna «le pmi italiane hanno bisogno di crescere e i fondi sovrani possono potenzialmente aiutarle a crescere». «La crescita è cruciale e la scala dimensionale è importante. Abbiamo bisogno di fornire supporto alle nostre imprese – ha proseguito – le aziende di medie dimensioni sono la spina dorsale dell’economia italiana».
Proprio la crescita, ma anche la collaborazione pubblico e privato, insieme alle riforme e alla fiducia sono state le parole d’ordine contenute nel discorso del ministro dell’economia. Concetti ribaditi anche nel corso degli incontri one-to-one avuti a margine del convegno dal ministro con cinque delegazioni di fondi sovrani: Libia, Singapore, Cina, Kuwait, Australia.
Come prima cosa Padoan ha voluto ripercorrere il lavoro fatto finora in Italia, una base importante per rafforzare la fiducia degli investitori sul nostro Paese. Sono stati così ricordati i pilastri della strategia economica italiana, il consolidamento delle politiche fiscali, le riforme strutturali (per pubblica amministrazione, giustizia e settore bancario) e il Jobs Act. Padoan ha poi invitato i partecipanti «a un approccio a lungo termine e a guardare al futuro». Del resto L’Italia è «la quinta manifattura del mondo e la seconda in Europa. Delle riforme beneficeranno tutte le aziende e l’Italia è certamente aperta a tutti gli investimenti». E ancora: «In Italia ci sono nuove prospettive di crescita, con la modernizzazione delle strutture di capitale e il processo di privatizzazione con Poste Italiane e il successivo step con Enav. Nel 2015 – conclude – la crescita sarà maggiore del previsto».
Il ministro si è quindi rivolto ai delegati dei fondi sovrani con un messaggio di invito a investire in un Paese impegnato a creare un ambiente favorevole agli investitori a lungo termine e il cui piano di riforme strutturali «è uno dei più ambiziosi d’Europa». «Le parole d’ordine sono tre: implementare, implementare, implementare. E noi lo stiamo facendo».
In questo quadro, ha ribadito a più riprese Padoan, il successo dei propri obiettivi potrà essere raggiunto se Governo e investitori a lungo termine lavoreranno insieme. E «il governo italiano è pronto a fare la sua parte», ha detto sottolineando le tre leve di azione per il supporto alla crescita: una politica fiscale «favorevole alla crescita», una ampia agenda di riforme strutturali e misure per favorire gli investimenti come il programma “Finanza per la crescita” e il piano Juncker di investimenti europei per oltre 300 miliardi. Un piano, quest’ultimo, in cui «Cdp intende giocare un ruolo importante nell’esecuzione», ha detto Costamagna.
Insomma, in Italia «le opportunità ci sono ma il rischio è di esitare», ha dichiarato il ministro dell’economia che ha voluto spronare i fondi sovrani «importanti in generale e in particolare in questa situazione», all’inizio di una ripresa economica. Nel più ampio panorama europeo Padoan ha infine sottolineato la necessita di superare le frammentazioni, di rafforzare il mercato con più integrazione. L’Europa, a suo avviso, «dovrebbe fare più politiche europee e pensare molto di più alla crescita, all’innovazione e occupazione. Lo può fare e lo deve fare, noi ci batteremo perché lo faccia».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ultimo miglio con tensioni sul piano italiano per il Recovery Fund. Mentre la Confindustria denuncia...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le diplomazie italo-francesi sono al lavoro con le istituzioni e con le aziende di cui Vivendi è un...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La tempesta del Covid è stata superata anche grazie alla ciambella di salvataggio del credito, ma o...

Oggi sulla stampa