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I listini restano positivi

Giornata di acquisti per le borse europee, che hanno però frenato nelle fasi finali a causa dell’euro forte. L’umore del mercato sembra più tranquillo dopo le recenti turbolenze legate ai timori sulla politica monetaria delle banche centrali, a cominciare da quella americana. A Milano il Ftse Mib ha guadagnato lo 0,28% a 22.495 punti, mostrando una buona tenuta dopo il +1,81% di mercoledì.

In territorio positivo anche Parigi (+1,11%), Londra (+0,29%) e Francoforte (+0,06%). A New York il Dow Jones il Nasdaq avanzavano rispettivamente dello 0,79 e dell’1,15%.

Poco mosso lo spread Btp-Bund a 129,700. Nel frattempo, però, avvertono gli analisti di Td Securities, gli investitori giapponesi potrebbero ridurre il flusso di acquisti di titoli di stato italiani in prossimità delle elezioni. Storicamente gli acquisti di obbligazioni straniere da parte del Sol Levante sono strettamente correlati all’incertezza politica.

A Piazza Affari in luce Moncler (+4,11% a 28,35 euro), su cui Banca Akros ha confermato la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 27 euro in attesa del Capital Market Day del 27 febbraio. Denaro su Saipem (+1,10%) ed Eni (+0,49% a 13,504 euro): su quest’ultima Banca Imi ha ribadito il rating buy e il target price a 17,5 euro. Le vendite hanno invece prevalso su Campari (-1,13% a 6,105 euro) dopo che Kepler Cheuvreux ha ridotto l’obiettivo da 6,6 a 6,4 euro confermando la valutazione hold: gli esperti hanno tagliato le stime di ricavi e utile per azione. Su Recordati (-1,26% a 30,68 euro) Banca Imi ha ridotto il target da 38,7 a 34,2 euro ribadendo il giudizio hold.

Negativo il comparto bancario, a cominciare da Creval (articolo alla pagina seguente): Ubi B. ha perso lo 0,03%, Intesa Sanpaolo lo 0,13%, Unicredit lo 0,96%, Banco Bpm l’1,75%, B.Carige il 2,67%, B.Mps il 2,93%. Sopra la parità soltanto Mediobanca (+1,42%) e Bper (+0,19%).

Nel resto del listino bene Maire T. (+1,50% a 3,78 euro): Equita sim ha confermato la raccomandazione hold e il prezzo obiettivo a 4,6 euro dopo gli ultimi contratti vinti.

Nei cambi, l’euro ha chiuso in rialzo a 1,2480 dollari dopo avere superato quota 1,25 a 1,2510. Il rapporto con lo yen è stato fissato a 132,72. Secondo gli esperti, il biglietto verde sconta l’aspettativa di un aumento del deficit di bilancio degli Stati Uniti, dopo le manovre messe in atto dall’amministrazione Trump. Intanto continua la ripresa del bitcoin, che si è avvicinato a 10 mila dollari (circa 8 mila euro), in progresso dell’11%.

Per le materie prime, quotazioni petrolifere contrastate, con il Brent in calo di 37 centesimi sul filo di 64 dollari e il Wti in progresso di 50 cent a 61,10 dollari. Non si arresta la corsa dell’oro, che saliva di circa un dollaro a 1.350.

Massimo Galli

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