Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

L’Istat rivede al rialzo le stime del Pil

A sorpresa, i numeri dell’Istat forniscono un assist al governo per la sua partita d’autunno sul fronte dei conti pubblici, nonché per il negoziato europeo sul terreno della flessibilità nell’applicazione delle regole.
L’Istituto nazionale di statistica ha infatti pubblicato la stima finale del pil per il secondo trimestre 2015 e dai conti economici trimestrali si ricava che la crescita, nel periodo compreso fra aprile e giugno è stata dello 0,3% (contro lo 0,2% della stima-flash iniziale).
Si tratta quindi di una conferma del fatto che il passo della ripresa italiana è allineato a quello medio dell’eurozona ed è stato, nel secondo trimestre dell’anno, più spedito, ad esempio, di quello dei cugini d’oltralpe, visto che l’incremento congiunturale del pil francese è stato pari a zero. Il pil italiano, inoltre, in entrambi i due trimestri è cresciuto allo stesso tasso dei paesi dell’eurozona: solo tre volte negli ultimi venti anni (nel 1995, nel 2000 e nel 2005) è capitato che per due trimestri consecutivi l’Italia viaggiasse alla stessa velocità dell’Europa.
Non basta: l’Istat ha rivisto anche il dato relativo al primo scorcio del 2015, che da un +0,3% è salito a un +0,4 per cento. Quanto all’aumento dell’attività produttiva nei dodici mesi, è salito allo 0,2 % nel primo trimestre 2015 e tra aprile e giugno scorsi si è portato al +0,7% in rapporto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Come conseguenza, adesso la crescita di prodotto acquisita per il 2015 (ovvero ciò che si avrebbe anche se nella seconda parte dell’anno l’economia restasse ferma) è pari allo 0,6 per cento.
Una cifra, quest’ultima, che ha provocato reazioni di grande soddisfazione tanto da parte del presidente del Consiglio Matteo Renzi che dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan (si veda pagina 4) perché certifica che ora è a portata di mano l’obiettivo fissato dal governo, nell’aggiornamento al Def, di un Pil 2015 a +0,7%.
L’aspetto positivo è che, come hanno spiegato ieri i tecnici dell’Istat, in questo momento «la crescita è trainata dalla componente interna più che da quella estera, che ha dato un contributo negativo, visto che aumentano più le importazioni delle esportazioni. Nel secondo trimestre, poi, molto del contributo arriva dai consumi nazionali». In altri termini, la crescita italiana sembrerebbe in grado di “tenere” anche se nei prossimi mesi dovessero aumentare i fattori di instabilità nel contesto internazionale.
Nel secondo trimestre, infatti, i consumi finali nazionali sono in aumento dello 0,3% (+0,4% per i consumi finali dei residenti) mentre gli investimenti fissi lordi sono in diminuzione dello 0,3%. Quanto alle componenti estere si è registrata una crescita più intensa per le importazioni (+2,2%) che per le esportazioni (+1,2%).
Se si considera la tabella elaborata dal Sole 24 Ore sui dati Istat (si veda a lato), per meglio evidenziare la dinamica tendenziale delle principali variabili di contabilità nazionale, si vede che l’elemento che in futuro occorrerebbe riuscire a irrobustire per rendere più duratura e solida la ripresa italiana, sono gli investimenti. Infatti, se è vero che mettendo a raffronto il secondo trimestre 2015 con il secondo del 2014 gli investimenti in macchinari sono cresciuti del 2,5 per cento, quelli in costruzioni nello stesso periodo hanno subito una flessione tendenziale dell’1,9 per cento.
I dati segnalano inoltre una consistente discrepanza fra la dinamica della domanda totale interna, che è comprensiva delle scorte ed è salita nei dodici mesi dell’1 per cento e quella della domanda finale interna, che, invece, al netto delle scorte, è aumentata solo di mezzo punto percentuale. Per contro, sul versante esterno, le esportazioni nette (al netto, cioè, delle importazioni) hanno subito nei dodici mesi, una piccola contrazione, pari a -0,3 per cento.
«La stima definitiva dell’Istat conferma che il fulcro del miglioramento è attualmente rappresentato dalla domanda totale interna, che include un contributo positivo delle scorte – riassume l’economista Loredana Federico di Unicredit Research – e che la performance dell’export è in realtà migliorata in linea con le attese ma non abbastanza da contrastare l’incremento delle importazioni. Per quel che ci concerne – conclude – noi rivedremo la nostra stima di un +0,6 per l’anno perché a questo punto appare eccessivamente prudente». Anche gli economisti di Intesa Sanpaolo “vedono” una crescita trimestrale dello 0,3 per cento anche nei prossimi mesi e annunciano un ritocco verso l’alto nelle stime per il 2015.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non ha tempi, non ha luoghi, non ha obbligo di reperibilità: è lo smart working di ultima generazi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Sono entusiasta di essere stato nominato ad di Unicredit, un’istituzione veramente paneuropea e ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il primo annuncio è arrivato all’ora di pranzo, quando John Elkann ha rivelato che la Ferrari pre...

Oggi sulla stampa