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Una lista Del Vecchio per contare di più nel colosso EssiLux

Leonardo Del Vecchio stila la lista per il rinnovo del consiglio di amministrazione di Essilor Luxottica, il colosso dell’ottica mondiale nato tre anni fa dall’unione della francese Essilor con la sua Luxottica. Nell’elenco dei dodici membri, il nome dell’imprenditore italiano è il primo, mentre il secondo è quello del suo braccio destro Francesco Milleri, destinato a diventare il futuro ad del gruppo. Un chiaro segnale che con il nuovo corso Del Vecchio manderà in pensione la governance paritetica italo-francese, spesso criticata dagli azionisti, per prendere il controllo del gruppo.
Alla prossima assemblea si va alla conta e i nomi saranno votati uno a uno: Del Vecchio parte dal 32,3% di EssiLux e può contare sul 2% in mano al suo primo licenziatario Giorgio Armani. Dall’Ipo a Wall Street del 1990, lo stilista milanese non ha mai venduto un azione Luxottica, anche quando è andato a farsi produrre gli occhiali dai rivali di Safilo. Nella lista che si candida a guidare il futuro cda di EssiLux, figurano 5 manager italiani di cui due con i requisiti di indipendenza come Cristina Scocchia, ad di Kiko e indipendente anche nell’attuale cda, e Andrea Zappia numero uno di Sky in Europa, che era stato un indipendente della Luxottica quando era guidata da Andrea Guerra.
Anche i francesi sono di fatto 5 ovvero Paul du Saillant, ad di Essilor destinato a essere il vice di Milleri in Essilux, e Juliette Favre, presidente del sindacato dei dipendenti Valuptec, che sarà vice di Del Vecchio alla presidenza. Seguono tre indipendenti: Jean-Luc Biamonti, che Del Vecchio conosce già dato che siede anche nel cda della sua immobiliare Covivio; José Gonzalo, banker ai vertici del fondo d’investimento Bpifrance, che è un’emanazione della Caisse des dépôts et consignations, ossia la Cdp francese. E infine Marie- Christine Coisne, imprenditrice e azionista della Sonepar, colosso familiare del materiale elettrico. Anche l’indiana Swati Piramal scienziata e imprenditrice delle industrie farmaceutiche Piramal conosce le dinamiche del capitalismo familiare, così come Nathalie von Siemens, dell’omonimo colosso tedesco della tecnologia e della salute.
Il cda della futura Essilux è più giovane e snello dell’attuale: si riduce da 18 a 12 membri (più 2 per statuto riservati ai dipendenti) di cui 6 in continuità con l’attuale board, tra cui Romolo Bardin, numero uno di Delfin, la finanziaria della famiglia Del Vecchio. Alle quote rosa è riservato oltre un terzo dei seggi (5 su 12), agli indipendenti più della metà (7 su 12), infine un terzo dei componenti è esperto di capitalismo familiare (e quasi sempre anche il padrone di aziende quotate), ma tutti sono pronti a traghettare la EssilLux del futuro oltre la famiglia Del Vecchio. Una lista, selezionata con cura insieme alla società specializzata Russell Reynolds, che ha buone chance di attrarre il voto e il gradimento dei grandi investitori francesi e internazionali, compreso quello del fondo attivista Usa Third Point di Daniel Loeb, che aveva criticato l’attuale governance paritetica.
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