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L’Isee «chiede» la giacenza in banca

La guerra ai finti poveri non risparmierà neanche i controlli in banca. Per combattere la piaga di chi sfrutta le prestazioni agevolate senza averne diritto il nuovo Isee attingerà anche alle informazioni sui risparmi che potranno emergere dai conti correnti. Il ministero del Lavoro ha, infatti, avviato con l’agenzia delle Entrate l’iter per definire la procedura di comunicazione di queste informazioni. In sostanza il Lavoro e l’amministrazione finanziaria vogliono accendere più di una spia scambiandosi dati e notizie finanziarie sui circa 40 milioni di conti correnti italiani.
Il numero-chiave sarà la giacenza media: ossia l’importo mediamente presente nel corso dell’anno sul rapporto finanziario intestato al contribuente. Un indicatore «pesante» dell’effettiva disponibilità del patrimonio mobiliare dei cittadini che presentano la Dsu (dichiarazione sostitutiva unica) necessaria per il calcolo dell’Isee.
Il restyling di tutto il sistema di “attestazione” della situazione economica – arrivato al traguardo dopo quasi due anni dall’operazione avviata con il decreto salva-Italia (Dl 201/2011) – punta a rafforzare notevolmente il sistema dei controlli sull’indebito accesso alle prestazioni agevolate, come per esempio asili nido, mense scolastiche e in molti casi anche sui ticket sanitari. La morsa sempre più stringente tra Inps e agenzia delle Entrate delineata dal decreto attuativo del 3 dicembre scorso passa dallo scambio di informazioni. Lo “scrigno” in cui sono contenute le notizie più importanti sulla vita dei contribuenti italiani è l’Anagrafe tributaria. E proprio questo database sarà destinato a ospitare anche le comunicazioni sulle “giacenze medie” dei conti correnti e dei rapporti finanziari. Una comunicazione che s’intreccia con quelle per la Superanagrafe dei conti correnti per la quale a fine gennaio sono già arrivati i primi dati di sintesi relativi al 2011.
Le tempistiche
Neanche il tempo di mandare in archivio l’adempimento e già banche e altri intermediari finanziari sono già chiamati al successivo. Anzi ai successivi. Lunedì 31 marzo scade, infatti, il termine per l’invio dei dati relativi al 2012 mentre il 22 aprile (la scadenza ordinaria cade di domenica e il lunedì successivo è festivo) sarà il termine per quelli del 2013. In pratica gli intermediari devono comunicare i dati sul saldo a inizio e fine anno e sull’importo complessivo dei movimenti in entrata (gli accrediti) e in uscita (addebiti). Informazioni che servono all’agenzia delle Entrate per elaborare liste selettive di contribuenti a maggior rischio-evasione da controllare, attraverso un incrocio tra “anomalie” finanziarie e tributarie.
Ora la richiesta aggiuntiva delle giacenze medie per l’Isee (molto probabilmente quelle relative all’anno 2013) potrebbe anche incidere sulle tempistiche, magari con un allungamento della finestra d’invio. Poi con tutta probabilità una volta messe a punto le procedure di acquisizione dei dati e le modalità di scambio tra le amministrazioni l’operazione sullo stato reale dei conti correnti dei finti poveri entrerà nel vivo.
Il bilancio delle verifiche
Un ruolo di primo piano spetterà anche alla Guardia di finanza. In attesa di muoversi sulla base del nuovo indicatore economico, le Fiamme gialle nella loro azione di contrasto per la tutela della spesa pubblica hanno controllato nel 2013 circa 10mila cittadini che hanno avuto accesso a prestazioni agevolate. In 3.435 casi hanno evidenziato comportamenti illegittimi se non vere e proprie frodi ai danni delle casse dello Stato e dei Comuni che spesso erogano le prestazioni agevolate. I finti poveri che hanno illegittimamente goduto di buoni libri, accessi scontati (se non del tutto gratuiti) agli asili nido o alle mense scolastiche, o ancora hanno usufruito di servizi abitativi agevolati o a una consistente riduzione delle tasse universitarie, hanno beneficiato complessivamente di 3,4 milioni di euro di erogazioni: quasi mille euro di sconti e bonus a testa pagati ovviamente dall’intera comunità a chi magari – come accertato dalle Fiamme gialle – spesso gira in Ferrari o con il più classico dei Suv, ma presenta una falsa situazione economica ai limiti della miseria.

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