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Lisbona fa meno paura, le Borse volano

di Paola Pica

MILANO -Il Portogallo passa il primo test del 2011 con una convincente asta sui titoli pubblici decennali, forte domanda e rendimenti in calo, l’Europa festeggia, e per le Borse dell’area mediterranea è addirittura euforia. Madrid, rimasta nelle ultime settimane più di tutti sotto la pressione dei timori di contagio mostra ieri un pirotecnico rialzo del 5,42%dell’indice Ibex. Una boccata d’ossigeno per la Spagna che quest’oggi deve collocare a sua volta 3 miliardi di bond a cinque anni. Sul podio dei listini è salita poi Milano con un rimbalzo del 3,82%del paniere dei titoli guida, il Ftse Mib, a 21.116 punti, un livello che non si vedeva dallo scorso maggio. Anche l’Italia ha in programma questa mattina un’asta sui Btp. Meglio di Piazza Affari ha fatto comunque Atene cresciuta del 5%, mentre nel resto dei mercati continentali, si è fatto notare il modesto progresso di Londra (+0,61%). Più decise Parigi (+2,15%) e Francoforte (+1,83%), con la Germania che ha comunicato la crescita record del 3,6%del Pil nell’anno appena concluso. Per una volta, poi, è stata l’Europa a dettare, al di là dell’oceano, l’andamento di Wall Street che dell’improvviso sollievo sui debiti sovrani del Vecchio Continente ha beneficiato con uno scatto positivo. Presto per dire quanto il clima di rinnovata fiducia reggerà alle prove della speculazione, ma ieri i segnali positivi sembravano moltiplicarsi, a partire dalla parole spese dal Commissario europeo Olli Rehn sull’ampliamento del fondo salva-stati dagli attuali 440 miliardi, come vorrebbero Fondo monetario e Bce e nonostante la contrarietà della Germania. Una posizione confermata dal presidente della Commissione Josè Manuel Barroso secondo il quale una decisione dovrà essere presa entro febbraio. Anche l’euro si è rafforzato registrando un massimo sopra quota 1,30 dollari. I listini azionari non hanno infine trascurato le indicazioni degli analisti di Jp Morgan sulle banche europee e anzi hanno messo il turbo proprio a quelle italiane e spagnole sull’idea che come sostiene il report che i big del credito europeo vivranno una stagione decisamente migliore dei concorrenti americani sui quali potrebbero pesare i limiti imposti dall’ applicazione della «Volker Rule» sull’attività di trading in proprio, cioè la scommesse sui mercati utilizzando fondi propri. Intesa Sanpaolo, ieri regina dei listini europei, ha chiuso con un rialzo del 10,29%(2,13 euro) dopo aver cavalcato una crescita a due cifre per quasi tutta la seduta e aver subito una sospensione al rialzo. Una giornata da incorniciare anche per Unicredit che a fronte di un rimbalzo del 9,68%a 1,65 euro ha stabilito il primato degli scambi con oltre 700 milioni di azioni negoziate, pari al 3,7%del capitale di Piazza Cordusio. A Madrid in crescita Bbva (+9,89%) e Santander (+9,56%). Le principali banche greche non si sono poi lasciate sfuggire un’occasione che non si presentava da molto tempo: la National Bank of Greece ha fatto un balzo 7,88%, seguita a ruota da Efg Eurobank (+7,42%).

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