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Lisbona bocciata, titoli spazzatura

di Luigi Offeddu

BRUXELLES— Sono ripartite le montagne russe, quelle della finanza. E questa volta, nel primo vagoncino lanciato giù per una brutta discesa, c’è il Portogallo. L’agenzia di rating Moody’s teme che il Paese possa aver presto bisogno di un secondo piano di aiuti europei con la partecipazione di creditori privati, prima di tornare sul mercato, e che comunque rischi di non mantenere i suoi impegni di riduzione del deficit presi con Bruxelles e con il Fondo monetario internazionale: perciò taglia senz’altro di 4 tacche il suo rating sul debito a lungo termine, trascinandolo da quota Baa1 a Ba2; e declassa anche il debito a breve termine da «prime-2» a «not-prime» . Questo è già il livello «junk» , «spazzatura» : Moody’s è la prima delle grandi agenzie di rating che lo affibbia a Lisbona. E anche l’ «outlook» , cioè la visione in prospettiva dell’economia portoghese, viene classificata come «negativa» : vuol dire che possono arrivare ulteriori declassamenti. Traducendo dall’ispido linguaggio per iniziati: Moody’s giudica ormai come «speculativo» , cioè potenzialmente rischioso, un investimento in titoli di Stato portoghesi, e con questo giudizio da solo ne allontana potenzialmente i «normali» risparmiatori-investitori. La situazione è tanto più seria in quanto l’economia di Lisbona è già in «terapia di rianimazione» presso l’Ue e l’Fmi: beneficia infatti di un piano triennale di aiuti per 78 miliardi di euro, e per questo non dovrebbe aver bisogno di collocare il suo debito a lungo termine sui mercati fino al 2013; ma tutto è legato all’esito delle riforme interne, e dei tagli promessi alla spesa pubblica. Intanto la notizia del capitombolo portoghese, arrivata ieri sera, ha già avuto qualche effetto sui mercati finanziari: l’euro, nella sua affannosa corsa contro il dollaro, è tornato ad adagiarsi su quota 1,44, e gli indici di Wall Street hanno accennato a una frenata. Ma le conseguenze più serie si temono per questa mattina, cioè per la riapertura di tutti i mercati. Solo un paio di giorni fa, il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker aveva rassicurato tutti dicendo che Belgio, Italia e Spagna non rischiano di essere contagiati dalla crisi greca. Ma ora, la sorte del Portogallo rischia di riaprire tutti i giochi. Anche perché, per la Grecia, la vera battaglia deve ancora iniziare. Ieri il neoministro francese dell’Economia, François Baroin, ha assicurato che l’Eurozona farà «tutto il necessario» per evitare la bancarotta di Atene, e che il nuovo piano di salvataggio sarà pronto entro settembre. Ma oggi, proprio per decidere il loro ruolo in quel piano, si riuniscono a Parigi le banche internazionali: le prime indiscrezioni dicono già che si tratta di una «procedura complessa» , e che per venirne a capo ci vorranno parecchie settimane.
 

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