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L’Irpef regionale anticipa i tempi

di Matteo Barbero 

Possibilità di aumentare o diminuire l'aliquota già dal 2012, mentre per la massima manovrabilità occorrerà attendere gli anni successivi. Questi, in estrema sintesi, gli effetti sulla disciplina dell'addizionale regionale all'Irpef prodotti dalla manovra-bis.

L'art. 1, comma 10, del dl 138/2011 ha impresso un'accelerazione al percorso tracciato dall'art. 6 del dlgs 68/2011, anticipando di un anno (dal 2013 al 2012) lo sblocco del potere delle regioni di aumentare (entro un massimo dello 0,5%) o di diminuire l'aliquota base del tributo.

Confermati, invece, i successivi steps, che consentiranno di alzare l'aliquota fino all'1,1% nel 2014 e al 2,1% a decorrere dal 2015. Non potranno oltrepassare la soglia dello 0,5% le regioni che abbiano disposto (avvalendosi dei poteri loro concessi dall'art. 5 del medesimo dlgs 68/2011) la riduzione dell'Irap. Inoltre, restano fermi gli automatismi fiscali previsti dalla vigente legislazione nel settore sanitario nei casi di squilibrio economico, nonché le disposizioni in materia di applicazione di incrementi delle aliquote fiscali per le regioni sottoposte ai piani di rientro dai deficit sanitari.

È utile evidenziare la diversità della nuova disciplina rispetto a quella previgente (art. 50 del dlgs 446/1997, come modificato dal dlgs 56/2000).

In precedenza (prima del blocco disposto dall'art. 1, comma 7, del dl 93/2008 e confermato, da ultimo, dall'art. 1, comma 123, della legge 220/2010) le regioni potevano solo maggiorare l'aliquota di mezzo punto percentuale. Tali incrementi si sommavano all'aliquota base fissata dallo stato, originariamente fissata allo 0,5% e attualmente pari allo 0,9%.

Per effetto della nuova disciplina, invece, le regioni potranno ritoccare (in aumento o in diminuzione) la stessa aliquota base.

Quest'ultima, in ogni caso, sarà rideterminata per compensare la soppressione (prevista dagli art. 7 e 8 del dlgs 68/2011) dei trasferimenti statali alle regioni e della compartecipazione regionale all'accisa sulla benzina. A ciò provvederà un dpcm (da adottare entro il 27 maggio 2012), che tuttavia non avrà impatti sui contribuenti, poiché contestualmente saranno ridotte le aliquote dell'Irpef di competenza statale, mantenendo così inalterato il prelievo fiscale complessivo. Solo quando sarà nota la nuova aliquota base si potrà, quindi, conoscere la forchetta di manovrabilità del tributo, che in ogni caso avrà come valore minimo 0 e come valore massimo quello dell'aliquota base maggiorata nelle misure sopra indicate (si veda la tabella in pagina). In ogni caso, la maggiorazione oltre i 0,5 punti percentuali non troverà applicazione sui redditi ricadenti nel primo scaglione dell'Irpef statale. In caso di riduzione, invece, l'aliquota dovrà comunque assicurare un gettito non inferiore all'ammontare dei trasferimenti regionali ai comuni che verranno soppressi. La fiscalizzazione di tali trasferimenti, infatti, sarà compensata mediante l'attivazione di una compartecipazione comunale all'addizionale regionale all'Irpef (a meno che non vengano individuati altri tributi regionali da devolvere ai municipi).

Dal 2013 le regioni potranno disporre detrazioni in favore della famiglia, nonché sostitutive di sussidi, voucher, buoni servizio e altre misure di sostegno sociale previste dalla rispettiva legislazione. Sempre dal 2013, inoltre, esse potranno anche stabilire aliquote differenziate, purché in relazione ai medesimi scaglioni di reddito stabiliti dalla legge statale. Si tratta di un potere meno ampio di quello consentito da Corte Cost. n. 2/2006 (che aveva chiarito come alle regioni non sia vietato modificare la scala di progressività delineata dallo stato), ma è una limitazione comprensibile nell'ottica di salvaguardare la razionalità del sistema tributario nel suo complesso e, in particolare, dell'Irpef, vera pietra angolare del nuovo assetto federale.

Non si comprende perché tali prerogative regionali (che, come quelle che consentono di agire sull'aliquota del tributo, dovranno essere esercitate con legge) non siano anch'esse state anticipate al 2012, insieme allo sblocco delle aliquote. Forse si è trattato di una dimenticanza del dl 138/2011, cui potrebbe ovviarsi in sede di conversione.

Nella stessa sede sarebbe utile anche precisare se e in che termini la nuova disciplina si applichi anche alle regioni speciali (o almeno a quelle che non abbiano già sottoscritto specifici accordi con lo stato in attuazione della legge 42/2009), dato che queste ultime non rientrano fra i destinatari diretti del dlgs 68/2011 (e, in generale, dei decreti attuativi del federalismo fiscale). Lo stesso problema si pone per le misure sui comuni, a partire da quelle relative all'addizionale comunale all'Irpef, il cui timing è stato anch'esso anticipato dalla manovra-bis (si veda ItaliaOggi del 26 agosto).

L'applicazione della clausola di maggior favore ex art. 10 della legge cost. 3/2001 sembra suggerire la necessità di estendere anche alle autonomie differenziate i nuovi poteri concessi alle ordinarie, ma un chiarimento sarebbe comunque opportuno.
 

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