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L’Irlanda blinda sconti sulle tasse

L’Irlanda si prepara per un nuovo taglio fiscale al fine di attrarre i talenti che, a causa dell’effetto Brexit, vorranno restare nell’Unione Europea. Questo è quanto riporta il governo di Dublino. All’interno del paese, avanza, però, la proposta da parte dei socialdemocratici di non prorogare fino al 2020 lo Special Assignee Relief Programme (Sarp), che dal 2013, ha diminuito l’imposizione fiscale del 30% di chi guadagna tra i 75.000 e i 500.000 euro annui. I socialdemocratici affermano come tale sgravio fiscale abbia creato degli effetti sociali distorsivi, la commissione alle entrate irlandese, infatti, afferma come l’introduzione della Sarp sia costata 10 milioni di euro l’anno al ministero delle finanze. I difensori dello schema, tuttavia, affermano che la proroga porterebbe vantaggi al fine di attrarre talenti che vogliono rimanere all’interno dell’Unione Europea dopo aver lasciato il Regno Unito. L’agenzia per lo sviluppo industriale, che ha attratto multinazionali in Irlanda e ha aiutato a creare migliaia di posti di lavoro, afferma che il taglio fiscale sia necessario al fine di proteggere l’economia irlandese durante il passaggio della Brexit. I socialdemocratici, i principali oppositori al taglio fiscale, affermano come il paese già offra vantaggi fiscali generosi, con un imposta sulle società che ammonta al 12.5% e le grandi multinazionali come Apple e Amazon ne abbiano approfittato per fare del paese la sede della propria casa madre. Il leader dei socialdemocratici, Róisín Shortall, è convinta che lo schema sia un tentativo di corrompere aziende e banchieri e creare maggiore ingiustizia sociale, in un paese dove più di 3.000 bambini vivono in emergenza abitativa. Inoltre, le aziende di consulenza internazionali hanno già pubblicizzato e sottolineato il regime fiscale privilegiato del paese per attrarre soggetti ad alto reddito nel paese. L’autorità dello sviluppo industriale replica: «L’Irlanda ha attratto talenti da tutto il mondo e tale schema è stato uno dei modi per poter attuare tale processo».

Matteo Rizzi

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