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L’Irap deve rifare i conti

di Dario Deotto e Gianni Trovati

Mentre la «task force» riunita dal premier rilancia sulla lotta all'evasione, arriva al Quirinale per la firma il testo definitivo del decreto legge sulle semplificazioni fiscali, che offre nuove armi alla caccia al sommerso. Dalle «liste nere» da sottoporre ad accertamento in cui finirà chi viene pizzicato a non rilasciare lo scontrino alle nuove regole sulle compensazioni, dall'estensione delle ispezioni al Terzo settore fino alle maxi-sanzioni per chi porta illegalmente capitali all'estero, il capitolo «anti-evasione» è consistente almeno quanto quello delle «semplificazioni» che danno il titolo al provvedimento. Concluse le ultime revisioni tecniche, che si sono concentrate, fra l'altro, sulle regole che estendono la documentazione antimafia e i casi di blocco della partecipazione alle gare nel settore giochi, il testo è pronto per la promulgazione e la successiva pubblicazione in «Gazzetta Ufficiale».
Confermate anche le novità sull'indennizzo dell'Irap pagata sul costo del lavoro, che ricollegando la disciplina dei rimborsi ai meccanismi scritti nel Dl 185/2008 rimettono un limite alle richieste delle imprese. Il collegamento fra le norme riporta sul piatto un miliardo di euro, cioè un terzo dei tre miliardi all'anno che le imprese pagano sotto forma di imposta regionale sulla componente del costo del lavoro (si veda Il Sole 24 Ore del 26 febbraio).
Dal punto di vista della procedura, con il nuovo intervento si introduce poi la possibilità di presentazione dell'istanza di rimborso per le annualità precedenti a quella 2012, per le quali risultano ancora pendenti i termini per la richiesta di rimborso ai sensi dell'articolo 38 del Dpr 602/1973, cioè i 48 mesi decorrenti dalla data di versamento delle maggiori imposte. In pratica, risulterà esperibile l'azione di rimborso relativamente alle maggiori imposte sui redditi pagati considerando la nuova deduzione Irap prevista dal decreto «salva Italia» ai fini delle imposte sui redditi. Così che la differenza tra le imposte sui redditi versate e quelle dovute sulla base del reddito rideterminato per effetto della nuova deduzione costituisce l'importo rimborsabile. Occorre però tenere presente che sarà un provvedimento del direttore dell'agenzia delle Entrate che stabilirà le modalità di presentazione di queste istanze di rimborso.
Il provvedimento del direttore dell'agenzia delle Entrate se non altro avrà il compito di chiarire come si calcola la nuova deduzione Irap anche per gli anni 2012 e seguenti (visto che il principio è lo stesso). Infatti, vi sono parecchie perplessità sul calcolo dell'effettiva deduzione. In primo luogo, va chiarito se nella definizione degli importi possibili si debba considerare direttamente l'ammontare dell'Irap gravante sul costo del lavoro (e "assimilato", considerando anche i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa), al netto delle deduzioni, oppure se occorre considerare il rapporto tra il costo del lavoro così determinato e l'intero valore della produzione imponibile (anch'esso al netto delle deduzioni), di modo che la medesima percentuale trovi applicazione sull'Irap effettivamente versata (criterio di cassa) a saldo e in acconto nell'anno. La seconda questione è quella della "convivenza" con la deduzione forfettaria del 10 per cento, in presenza di interessi passivi e oneri assimilati. Va chiarito, in particolare, se la deduzione del 10 per cento si applica direttamente sull'Irap pagata oppure se il 10 per cento si calcola sull'Irap pagata nell'anno al netto della nuova deduzione sul costo del lavoro.

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