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Liquidità, migliaia di domande Dalle banche prime erogazioni

Il Fondo do garanzia per le Pmi ha ricevuto ieri circa 500 domande da parte delle banche per la richiesta dei prestiti fino a 25mila euro. E sono partite le prime erogazioni da parte di grandi gruppi come Intesa Sanpaolo o realtà del credito cooperativo come Iccrea, che ieri ha ricevuto 2-3 mila domande.

Migliaia di richieste, nel complesso, sono arrivate al sistema bancario e soprattutto in remoto, come preventivato alla vigilia. Tutto secondo programma nel primo giorno della microliquidità «garantita», con le aziende che hanno iniziato a inviare i moduli con le richieste di finanziamento. I prestiti non sono però automatici, anche se qualche istituto ha iniziato a evaderne qualcuno (è il caso per esempio di Intesa Sanpaolo, che segnala una decina di pratiche in alcune filiali, da Bergamo a Nardò, passando per Busto Arsizio, Torino, Firenze, Cinisello e Vimercate) . Per erogare la liquidità le banche in generale chiedono però ancora qualche giorno, ritenuti necessari per le verifiche tecniche. Una partenza che in molte situazioni è stata giudicata «a rilento» dal sindacato Fabi, mentre ad Alghero la giornata ha registrato momenti di tensione, con un sospetto pacco bomba nella filiale di Intesa.

Pioggia di domande

Per arrivare al d-day, in realtà, gli istituti si erano preparati da tempo, avviando in molti casi, come confermano fonti sindacali, pre-istruttorie informali, contattando le imprese per prepararle sui documenti necessari. Le banche sono arrivate a questo appuntamento «dopo settimane in cui si è lavorato per preparare le infrastrutture», ha spiegato ieri Stefano Barrese, responsabile della divisione banca dei territori di Intesa Sanpaolo, aggiungendo che il sito internet dell’istituto nei giorni scorsi è stato visitato da almeno 100mila persone, di cui 50mila nella sezione dedicata alla liquidità garantita. Settantamila i moduli scaricati; circa un migliaio (1.300), le richieste: si tratta di quelle ufficiali, già processate dal sistema. Ora «la banca – ha spiegato Barrese – farà una verifica» e le previsioni per i tempi di erogazione «vanno da un minimo di una giornata fino a 48-72 ore». Qualche finanziamento, per la verità c’è già: si tratta di numeri piccoli, una decina circa, relativi a professionisti e piccole attività. Per i tassi «si andrà da un minimo dello 0,04% con scadenza a 3 anni e preammortamento 2 anni fino a un massimo dell’1,13% con scadenza 6 anni e preammortamento 2». Allineati sulle tempistiche anche gli altri istituti, come Bnl, che registra nel primo giorno circa 5mila richieste e che ritiene necessario ora un «minimo tempo tecnico per le verifiche» prima di erogare. Banco Bpm ha ricevuto nella prima giornata circa 8mila domande per circa 140 milioni: «stiamo controllando le regolarità formali e istruendo le pratiche» spiegano dall’istituto; si ritiene che già oggi possano essere licenziati i primi prestiti. Mps ha a sua volta ricevuto 13mila richieste per 295 milioni di euro, mentre il Credem circa un migliaio. Molte richieste anche per Ubi. Infine Unicredit, che chiarisce di potere erogare i finanziamenti nei prossimi giorni dopo le verifiche tecniche – con tassi dell’1% per 72 mesi, dello 0,75% per prestiti a 60 mesi, dello 0,25% a 48 e pari a zero sulla distanza dei 36 mesi – conferma un forte afflusso, anche solo per chiedere informazioni sulla corretta compilazione del modulo.

Bper ha dichiarato in serata di aver ricevuto 1.500 domande per un controvalore complessivo per circa 30 milioni di euro. Il divario rispetto alle migliaia di domande ricevute dalle banche e quelle presentate al fondo è legato al fatto che molte di queste sono incomplete o presentano errori per cui è necessario procedere a integrazioni. A questo proposito molti istituti stanno elaborando anche una griglia con errori e mancanze più comuni per informare i clienti prima della compilazione. La gran parte delle domande, in ogni caso, dovrebbe essere inoltrata al fondo per le Pmi tra domani e dopodomani: il fondo, infatti, sta mettendo a punto una procedura per l’acquisizione in automatico di molteplici richieste, consentendo agli istituti anche invii massivi.

I sindacati

Per i rappresentanti dei bancari quella di ieri è stata, in molti casi, «una partenza a rilento». Molti, segnala Fabi, i clienti che si sono presentati allo sportello privi di appuntamento ma nessun caso di violenza si è registrato nei confronti del personale. Il sindacato conferma che «la maggior parte delle banche sarà pronta in 48-72 ore, mentre risulta che alcuni istituti non rispettino e procedure semplificate stabilite dal governo: in particolare, verrebbe chiesta alla clientela la dichiarazione dei redditi nonostante la norma consenta di attestare i dati di bilancio con autocertificazioni».

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