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Liquidità in banca? Si pagherà Le mosse dei grandi istituti Usa

Il vecchio caro conto corrente, sicuro (quasi sempre) e pronto all’uso, ha già dovuto subire l’«umiliazione» del rendimento a tasso zero, senza contare le tasse e commissioni. Inoltre, adesso la tendenza internazionale è quella di rendere sempre più costosi i depositi in banca o addirittura negativi i loro rendimenti, per quanto (per ora) soprattutto in certi casi e per certi (grandi) numeri.
L’ultima mossa in questa direzione viene dagli Stati Uniti: alcune banche stanno contattando i propri grandi clienti, anticipando l’arrivo di commissioni su depositi di liquidità fino a oggi gratuiti, cosa che renderebbe ancora meno convenienti i mini tassi. Il consiglio dato? Spostare i soldi verso altri investimenti. Il motivo addotto? Le nuove normative nazionali rendono più oneroso, per gli istituti, avere in portafoglio alcuni tipi di deposito. Così scrive il «Wall Street Journal», per cui le banche hanno sentito a riguardo grandi aziende, fondi e assicurazioni. Con le nuove norme i regolatori americani intendono mettere in sicurezza il sistema finanziario (che — è una delle tesi — diventerebbe meno soggetto a improvvise crisi e a ritiri immediati di ingenti somme dai depositi). Ma per le aziende — spesso «very liquid» — può essere difficile trovare un nuovo investimento altrettanto sicuro o, altrimenti, consistentemente più redditizio, visti i tassi bassissimi un po’ ovunque.
Bassissimi, se non negativi. Proprio restando nel mondo della liquidità. In Europa, a settembre, la Bce ha portato al -0,20% gli interessi sui depositi delle banche presso l’istituto centrale, per rilanciare gli investimenti. E allo sportello c’è già chi ha seguito l’esempio di Francoforte. Da novembre la tedesca Deutsche Skatbank ha abbassato il tasso sui conti correnti a livelli sottozero: -0,25% per gli importi sopra un certo tetto. E altre banche del Paese starebbero valutando un aumento delle commissioni sulla liquidità delle grandi aziende.

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