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Liquidità, falsa partenza delle nuove regole

Falsa partenza per le nuove norme sui prestiti garantiti dallo Stato. La legge di conversione del decreto Liquidità è entrata in vigore, ma in particolare la parte della norma che consente di aumentare fino a 30 mila euro i prestiti garantiti dallo Stato e ad allungarne la scadenza da 6 a 10 anni ancora non è operativa. Una serie di articoli della legge sono stati inviata alla Commissione europea per avere il via libera nell’ambito del quadro temporaneo che consente di derogare rispetto alle regole sugli aiuti di Stato. Un passaggio formale, ma nella sostanza non consente alle banche di cominciare a operare. Domenica mattina è stata diffusa agli istituti di credito la circolare dell’Abi che spiega nel dettaglio tutte le novità (che non sono poche). Ma molte delle innovazioni introdotte con gli emendamenti inerenti i prestiti garantiti dal Fondo per le Pmi non potranno essere attivate finchè non ci sarà l’ok della Ue. Nel frattempo ieri il fondo ha pubblicato sul sito internet i nuovi moduli per la richiesta dei finanziamenti che recepiscono il rafforzamento delle autocertificazioni (e consentono alle banche di essere esonerate dall’analisi del merito di credito). Uno dei moduli serve per i soggetti che si sono sinora visti respingere la richiesta di prestito dalla banca perchè il merito di credito non veniva considerato adeguato.

Ieri il fondo per le Pmi ha pubblicato una circolare che chiarisce come si devono regolare gli istituti rispetto ai tanti cambiamenti introdotti. Ma dice anche che per l’applicazione di queste regole sarà necessaria una circolare successiva.

La circolare distingue tra vari casi, ma nella sostanza stabilisce che chi ha già richiesto il prestito ma ancora non è stato autorizzato dal fondo, sia per l’aumento dell’importo sia della durata, non serve compilare il nuovo modulo ma basta la conferma al fondo della richiesta da parte della banca. Ovviamente anche l’impresa dovrà avanzare alla banca una nuova richiesta. Stesso percorso vale anche per chi ha già avuto l’ok del fondo, ma i soldi non sono stati erogati. Chi ha già avuto i soldi ha varie possibilità: la banca può estinguere il vecchio prestito ed erogarne uno nuovo oppure procedere con un addendum al contratto. In questi casi non serve compilare il nuovo modulo. Se invece la banca eroga un nuovo importo aggiuntivo al precedente o un piano di ammortamento più lungo, allora serve il nuovo modulo. Che comunque dovrà essere compilato da chi ancora non ha fatto nessuna domanda alla banca. La nuova legge ha cambiato anche il tasso di interesse per i prestiti entro i 30 mila euro: il tetto massimo è dato dal Rendistato più lo spread dello 0,2 per cento. Il nuovo tasso non si applica per i finanziamenti già in essere. Se si chiede un allungamento della durata va cambiato anche il tasso.

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