Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Liquidità alle Pmi, il tasso del credito garantito arriva al 2%

Cominciano a crescere anche le domande per gli altri finanziamenti superiori a 25 mila euro ed entro i 5 milioni di euro, sempre gestite per la copertura dal Fondo di garanzia delle Pmi: a domenica sera le domande erano circa 25 mila per un importo erogato di circa 3,7 miliardi.

Le domande per i prestiti fino a 25mila euro garantiti al 100 per cento dallo Stato salgono a 52.313 per un importo erogato di oltre 1,1 miliardi. Ma da ieri c’è il rischio che salga anche il tasso di interesse applicato a quei finanziamenti. La Banca d’Italia ha pubblicato ieri la rilevazione del rendistato con vita residua 4 anni e 7 mesi – 6 anni e 6 mesi relativa al mese di aprile: è pari a 1,312 per cento, in aumento dello 0,3% circa rispetto al mese precedente. Il rendistato è una delle variabili fissate dal decreto Liquidità per stabilire il tetto massimo del tasso di interesse da applicare ai finanziamenti entro i 25mila euro. Oltre al rendistato c’è uno spread fisso dello 0,2% oltre al differenziale tra il credit default swap delle banche a 5 anni e il cds per il titoli di Stato della stessa durata. Stando a quanto dichiarato dall’ad di Mcc, Bernardo Mattarella, nell’audizione presso la commissione di inchiesta sulle banche poco prima del 25 aprile, i tassi sui prestiti garantiti al 100% oscillavano tra un minimo dello 0,4% a un massimo dell’1,6 per cento. Fatte le proporzioni sulle soglia massima, ora i tassi potrebbe arrivare a circa il 2 per cento. Anche se non è scontato che questo avvenga automaticamente. Va detto che su gran parte dei prestiti il mese scorso il tasso è rimasto sotto la soglia massima dell’1,2% che era data dal rendistato di marzo (1,034%) più lo 0,2 per cento. Molti hanno preferito non tenere conto del differenziale del Cds di banche e titoli di Stato perchè si tratta di un indicatore che non esiste. Non c’è infatti un indice che calcola la media dei Cds delle banche a 5 anni, esiste solo il Cds di ogni singola banca. Dunque chiunque calcola quel valore lo fa con criteri discrezionali: sceglie magari le maggiori banche italiane, prende i Cds e calcola un valore medio. Il mese scorso questo calcolo ha tirato fuori uno 0,4% circa. Ma anche questo valore dovrebbe essere cresciuto ad aprile, per cui chi vuole restare nella parte alta della forchetta del tasso può anche superare il 2 per cento. Bisogna vedere, innanzi tutto, se le banche manterranno valida la stima di tasso preventivata al momento della domanda fino al momento dell’erogazione. Sappiamo che passa un certo lasso di tempo tra queste due fasi, perché la domanda va poi lavorata e girata al Fondo di garanzia per le Pmi. Certo chi fa la domanda ora rischia di vedersi applicare un tasso più alto. «Non è automatico il fatto che le banche vadano ad aumentare i tassi di interesse», commenta il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli. Le banche, del resto, sono in concorrenza e si muovono in base a scelte diverse: ce ne sono alcune che applicano un tasso fisso, altre variabile. Il tasso, poi, varia in base alla durata del prestito: i finanziamenti hanno una durata massina di 6 anni, ma possono essere richiesti per periodi inferiori. I prestiti a tre anni, la cui durata coincide con i finanziamenti Tltro della Bce, lo scorso mese hanno spuntato anche lo 0,3-0,4 per cento.

Il flusso delle domande dalle banche al fondo ha segnato un’accelerazione nel week end del primo maggio: si è passati da 37 mila domande del 30 aprile a 52 mila domande del 3 maggio.

«È un risultato di rilievo perché fa riferimento a giorni festivi, come venerdì primo maggio e domenica 3 maggio – osserva Patuelli -. Un incremento di 15 mila domande in tre giorni che testimonia il grande impegno profuso dalle banche».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Cdp ha appena celebrato il più grande matrimonio del 2020, quello che ha portato alle nozze Sia (4,...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Era nell’aria, adesso c’è la conferma ufficiale: l’Opa del Crédit Agricole Italia è «inatt...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Iccrea esce dal capitale di Satispay ma non abbandona il fintech. L'operazione, anzi, ha l'obiettivo...

Oggi sulla stampa