Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Liquidatori nel mirino del fisco

Liquidatori inadempienti nel mirino del Fisco. Quando la società estinta non onora il proprio debito tributario, l’amministrazione finanziaria punta il patrimonio del liquidatore che abbia privilegiato altri crediti o utilizzato o trasferito in altro modo i fondi, impiegando ogni arma per non perdere le somma da incassare. È questa, in sintesi, la linea seguita sempre più spesso dal Fisco in presenza di società cancellate dal registro imprese.
Sul tema però la giurisprudenza di legittimità e quella di merito (anche se non sempre conformi) stanno frequentemente condividendo le tesi difensive che puntano a qualificare la responsabilità del liquidatore propria ex lege e non come una successione o una coobbligazione nei debiti tributari della società estinta.
Qual è il riferimento normativo? L’articolo 36 del Dpr 602/1973 prevede che il liquidatore risponda in proprio quando non provvede al versamento dell’Ires per pagare crediti di ordine inferiore a quelli tributari o per assegnare beni ai soci senza aver soddisfatto tali crediti. In seguito alla cancellazione, la società (articolo 2495 del Codice civile) perde la soggettività giuridica e, pertanto ogni diritto e dovere, a prescindere dall’eventuale esistenza di rapporti non definiti. La tutela dei terzi creditori è rimandata così nei confronti dei soci fino alla concorrenza delle somme da questi riscosse e nei confronti dei liquidatori se il mancato pagamento è dipeso da loro colpa. L’amministrazione finanziaria, in quanto creditore, potrebbe dunque trovarsi nell’impossibilità di riscuotere il proprio credito.
La sentenza 11968/2012 della Cassazione ha confermato la responsabilità del liquidatore nei limiti sopra indicati ma ha precisato che è onere dell’Erario dimostrarla con un atto motivato, oltre a dover provare la certezza ed esigibilità dei crediti dei quali ne richiede il pagamento in via sussidiaria al liquidatore. A tal proposito va ricordata la pronuncia 103/01/2012 della Ctp di Bolzano, che ha annullato un accertamento perché ritenuto privo di motivazione: l’ufficio non aveva argomentato né sull’esistenza del debito tributario né l’eventuale non corrispondenza al vero del bilancio finale di liquidazione (si veda anche la Cassazione 7676/2012). Non mancano (anche se sembrano sempre più isolate), pronunce in senso contrario: la sentenza 124/15/2012 della Ctp di Torino ha ritenuto corretto accollare l’onere probatorio al contribuente.
In questo quadro si innesta poi una nota operativa della Dre Lombardia (datata 17 ottobre 2012). Il documento ha sottolineato, innanzitutto, che la responsabilità deve essere accertata con atto autonomo rispetto all’avviso di accertamento emesso per la società di capitali. In tale atto devono emergere i presupposti di fatto e di diritto dai quali, a parere dell’ufficio, scaturiscono gli estremi della responsabilità in questione. Da un punto di vista procedurale è previsto che l’ufficio, in presenza di rischi di mancata soddisfazione delle pretese, dovrà valutare l’esistenza di:
– un debito definitivamente accertato;
– procedimenti di liquidazione;
– un’utilizzazione di attività sociali per finalità diverse;
– atti di occultamento delle attività sociali nel biennio antecedente;
– assegnazioni ai soci;
– beni patrimoniali in capo al liquidatore o ai soci, in grado di soddisfare il credito erariale.
La nota individua anche le modalità per procedere con ipoteca legale o sequestro conservativo dei beni personali, al fine di rendere più incisivo l’accertamento: all’ufficio basterà indicare il titolo relativo alla pretesa e la circostanza che il debitore possa disperdere il patrimonio.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Almeno per ora il pericolo è scampato. Ma è difficile capire quanto ancora la rete di protezione l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Mario Draghi ha deciso di scrivere personalmente il nuovo Recovery Plan italiano. Lo farà insieme a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Gli sherpa sono al lavoro per invitare Mario Draghi nella capitale francese. Emmanuel Macron vorrebb...

Oggi sulla stampa