Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Liquidatore con salvacondotto

Il liquidatore di società che non versa le ritenute perché paga i lavoratori dipendenti licenziati non commette reato, soprattutto quando dimostra che non poteva fare altrimenti. Ad affermarlo è la Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n 9264/2014 depositata ieri.
La vicenda trae origine dall’omesso versamento di ritenute certificate regolarmente confluite nel modello 770 presentato da una società.
Quest’ultima era in fase di liquidazione e la citata dichiarazione, nonché l’omesso versamento erano di fatto state compiute dal liquidatore in carica.
L’articolo 10 bis del Dlgs 74/2000 prevede che è punito con la reclusione da sei mesi a due anni chiunque non versa entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale di sostituto di imposta ritenute risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituiti, per un ammontare superiore a cinquantamila euro per ciascun periodo d’imposta.
Il tribunale aveva assolto il liquidatore dal citato delitto, ritenendo che il fatto non costituisse reato. Il Procuratore Generale aveva proposto ricorso avverso la sentenza.
Secondo la tesi dell’accusa, infatti, errava il primo giudice nel ritenere insussistente l’elemento psicologico del reato sulla base della crisi economica dell’impresa, essendo irrilevante tale crisi poiché il liquidatore aveva comunque l’obbligo di accantonare le ritenute.
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso.
I giudici di legittimità hanno evidenziato che il liquidatore, al momento della sua nomina, aveva “ereditato” una perdita di esercizio molto elevata e la società era assolutamente priva di risorse finanziarie liquide. Vantava inoltre crediti per lo più inesigibili ed era gravemente onerata di debiti.
In tale contesto, il liquidatore aveva tentato di vendere l’unico immobile della società oltre che ricavare denaro liquido dalla cessione del marchio.
Tuttavia, questi tentativi risultavano vani, costringendolo a scegliere dove destinare il denaro a disposizione.
Il Tribunale, in particolare aveva accertato l’impossibilità per il liquidatore di optare per altre valide alternative.
Non era censurabile, quindi, la scelta adottata di rispondere solo a taluni debiti, tra i quali quelli assunti da egli stesso verso i dipendenti licenziati, ritenendoli questi ultimi una categoria sociale in grave difficoltà.
La Cassazione ha condiviso la tesi del giudice di merito e ha quindi rigettato il ricorso.
Secondo la sentenza, non era in discussione l’elemento soggettivo, certamente sussistente (coscienza e volontà di omettere i versamenti), ma era del tutto assente il collegamento tra la condotta tenuta dal liquidatore e il reato, in quanto la violazione era stata determinata da comportamenti pregressi (precedenti amministratori) che aveva reso impossibile al liquidatore di osservare i previsti adempimenti.
La pronuncia rafforza ulteriormente il più recente orientamento che sta emergendo presso i giudici di legittimità di escludere la responsabilità penale dell’imprenditore che, omette di versare le imposte, a causa di comprovate e gravissime difficoltà finanziarie a fronte della necessità comunque di corrispondere le somme ai dipendenti. La vicenda oggetto di questa pronuncia, peraltro, si verifica nella pratica abbastanza di frequente: un terzo soggetto che assume l’incarico di liquidatore eredita la mala gestione dei precedenti amministratori. Ritenerlo responsabile degli omessi versamenti indotti da altri, potrebbe, in generale, comportare la rinuncia a simili incarichi da parte di terzi soggetti che si vedrebbero ascrivere responsabilità penali pur avendo fatto di tutto per gestire al meglio la fase di liquidazione.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Non sapevo che Caltagirone stesse comprando azioni Mediobanca. Ci conosciamo e stimiamo da tanto t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Primo scatto in avanti del Recovery Plan italiano da 209 miliardi. Il gruppo di lavoro "incardinato"...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Cina ha superato per la prima volta gli investimenti in ricerca degli Stati Uniti. Pechino è vic...

Oggi sulla stampa