Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

L’iPhone corre ma ora non basta più

Apple è diventata l’azienda più grande al mondo per valore di Borsa seguendo una filosofia opposta a quella della sua rivale Samsung. Mentre il gruppo coreano è impegnato in mille attività diverse, oltre alla produzione degli smartphone Galaxy, la società fondata da Steve Jobs 40 anni fa e ora guidata da Tim Cook si è sempre concentrata sul fare poche cose ma benissimo. E di fascia alta per la qualità e il prezzo.

Il successoUna strategia che finora ha pagato. Se è vero che Samsung ha la maggior quota del mercato dei telefonini intelligent”, il 22,3%, è altrettanto vero che il singolo modello più venduto è un iPhone, il 6S che lo scorso trimestre e’ diventato «il più popolare al mondo» — secondo Strategy analytics — con 14,2 milioni di apparecchi venduti. Al secondo posto, l’iPhone precedente, il 6 con 8,5 milioni di pezzi e solo al terzo posto si è piazzato il concorrente Galaxy S7 Edge con 8,3 milioni di unità vendute.

Anche l’ultimo della serie, l’iPhone 7, appena lanciato in America è andato a ruba, contraddicendo le previsioni pessimiste di molti analisti secondo i quali la mancanza di novità rivoluzionarie avrebbe causato un’accoglienza tiepida.

A determinare il suo successo non ha certo guastato l’incidente di percorso di Samsung, che ha dovuto ritirare milioni di pezzi del suo prodotto di punta, il Galaxy note 7, perché le sue batterie si incendiavano. L’iPhone da solo continua a generale oltre la metà del fatturato e dei profitti della Mela, ma il suo tasso di crescita è in calo come lo è l’intero mercato degli smartphone. Le vendite globali di tutti i marchi sono infatti aumentate solo dell’1% dal secondo trimestre 2015 allo stesso periodo del 2016 e secondo gli analisti quelle dell’iPhone cresceranno solo di tre punti percentuali l’anno nel prossimo quadriennio, un brusco rallentamento rispetto al passato. In cerca di nuovi mercati, dopo la Cina e l’India, Apple si appresta a sfidare Samsung anche in casa sua, in Corea del Sud, dove finora l’iPhone è stato disponibile solo attraverso rivenditori terzi. Gli inviati di Cook stanno cercando il posto giusto per aprire il primo negozio della Mela a Seul, vicino all’emporio più rappresentativo di Samsung.

Il futuroOltre l’iPhone, il problema di Cook è quindi trovare la prossima grande opportunità di sviluppo. Ed è su questo tema che stanno fiorendo tutte le voci sulla iCar ovvero l’automobile elettrica e forse autonoma Made in Cupertino.

L’ultima voce rimbalzata dalla Silicon valley a Wall Street fino in Europa parla di un interesse all’acquisto di McLaren, la casa automobilistica britannica famosa per i suoi bolidi da Formula Uno e per i modelli di lusso che costano fino a 1 milione di dollari, concorrenti di Ferrari e Lamborghini. Si tratterebbe della terza significativa acquisizione da parte di Cook, dopo i 3 miliardi di dollari spesi nel 2014 per Beats, la società del produttore musicale Jimmy Iovine e della star dell’hip-hop Dr Dre e il miliardo investito quest’anno in Didi Chuxing, la app più usata in Cina per chiamare un taxi. Beats, che oltre a produrre cuffie di alta qualità offriva musica in streaming, è servita alla Apple per entrare in questo nuovo business, dove adesso conta già 17 milioni di abbonamenti a pagamento (10 dollari al mese). La motivazione di Didi sembra più legata al progetto dell’iCar ma finora non sono stati spiegati i termini della collaborazione fra Cupertino e la società cinese. Apple in effetti può vantare dei punti di forza capaci di innovare anche l’industria automobilistica e aprire al marchio della Mela nuove, rilevanti fonti di profitto. Lo pensa uno dei massimi esperti del settore, Stefano Aversa, presidente di AlixPartners, la società di consulenza che pubblica ogni anno la bibbia sui mega trend dell’industria automobilistica.

Intanto Cook ha ancora molto da fare a sfruttare le potenzialità dei servizi collegati all’iPhone, dai pagamenti alle app per controllare la casa e la salute. E l’ultimo manager reclutato, il veterano della tv via cavo Peter Stern, mostra che è sempre vivo anche il progetto di una iTV.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Fininvest esce da Mediobanca dopo 13 anni, e con l’aiuto di Unicredit vende il suo 2% ai blocchi: ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Una nuova tassa sulle multinazionali, quelle digitali e anche quelle tradizionali. Pagamento delle i...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La prossima settimana il Consiglio dei ministri varerà due decreti. In uno ci saranno la governance...

Oggi sulla stampa