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L’interclassismo cinese nel Nordest

Nelle relazioni economiche e sociali tra il Veneto e i cinesi lo scorso martedì sono accaduti a distanza di poche ore e di pochi chilometri due episodi che hanno il loro peso. A Mel, in provincia di Belluno, è stato reso noto che il Wanbao Group di Guangzhou si era aggiudicato la gara per l’acquisizione della Acc, uno delle più importanti fabbriche di compressori per frigoriferi d’Europa con 600 addetti. A Susegana, in provincia di Treviso, intanto si era votato per il rinnovo delle Rsu aziendali dello stabilimento Electrolux e tra i delegati è risultato eletto anche un operaio cinese, Haisen Dong. A rendere ancora più stretto il legame vale la pena ricordare come la Acc avesse fatto parte in passato del gruppo Electrolux e ancora oggi una buona parte dei componenti che escono da Mel vanno proprio a Susegana dove si assemblano i frigoriferi italo-svedesi. 
Con l’arrivo del Wanbao Group i sindacalisti hanno tirato un respiro di sollievo perché temevano che nessuno si facesse avanti per comprare dal commissario straordinario Maurizio Castro la Acc. I cinesi garantiranno il lavoro a tre quarti dei dipendenti e hanno chiesto una rimodulazione dei salari nell’ordine del 10% e pare proprio che entrambe le condizioni saranno accettate. I manager della Wanbao han fatto un affare perché in virtù dello stato di amministrazione straordinaria della Acc hanno pagato poco più di 13 milioni un impianto che ne vale molti di più in virtù delle competenze e delle tecnologie. A Belluno si spera che i cinesi facciano della Acc un centro di innovazione per l’intero mercato europeo ed è considerata di buon auspicio la notizia che assumeranno 50 ingegneri e confermeranno il management italiano.
A Susegana (960 operai) le novità provenienti dalla vicina Mel sono state accolte con soddisfazione tanto che il responsabile della Fiom-Cgil Augustin Breda auspica che i gruppi cinesi in gara la spuntino per diventare partner della Indesit perché, come nel caso della Acc, sognano una sinergia perfetta tra know how italiano e ambizione cinese di espandersi nel Vecchio Continente. Naturalmente bisognerà andarci con i piedi di piombo, il Wanbao Group con l’acquisizione compie un balzo tecnologico di 10 anni nella componentistica per gli elettrodomestici e bisognerà stare attenti che non adotti una strategia opportunistica. E invece investa in Veneto.
La cosa singolare è che mentre gli asiatici arrivano come padroni comprando fabbriche di solida tradizione industriale in una sorta di staffetta interclassista i loro connazionali operai vengano votati come delegati sindacali. Haisen Dong è un tecnico riparatore, quarto livello del contratto metalmeccanici, vicino alla Uilm e dopo essere stato eletto non ha ancora deciso se accettare l’incarico. I sindacalisti insistono perché il segnale avrebbe un valore ben oltre Susegana visto che le comunità cinesi sono tra le più chiuse e un episodio come questo segnerebbe una discontinuità.
La fabbrica trevigiana ha dalla sua una tradizione di manodopera multietnica che risale agli anni ‘90, si sono contate negli anni fino a 50 nazionalità diverse e oggi i cinesi sono in 40. In passato avevano contribuito ad eleggere un’operaia, Lihan Guan, che successivamente però si era dimessa. Una scarsa dimestichezza con la lingua italiana e anche una certa estraneità ai riti del nostro sindacato l’aveva convinta a lasciar perdere. Ora tutti sperano che non accada il bis.

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