Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

L’inflazione pesa sui salari, ma alleggerisce il debito

Bene per il debito, male per i salari. Con la ripresa che, seppure moderata, avanza e l’inflazione che torna a farsi sentire lo scenario economico è destinato a cambiare. I dati comunicati dall’Istat ieri sul ritorno di un piccolo riscaldamento dei prezzi indicano che l’inflazione si sta avviando verso la soglia del 2 per cento: in aprile ha raggiunto, rispetto dodici mesi prima, quota 1,9 per cento (un decimo in più sulle attese) e rispetto al mese prima ha segnato +0,4 per cento.
Conta anche segnalare che usciamo dal tunnel della deflazione, che siamo ai massimi da quattro anni e che già 11 città sono sopra quota 2 per cento. È vero che l’inflazione di fondo, cioè al netto del petrolio e dei prodotti freschi, resta all’1,1 per cento ma è vero anche che questo indice è salito di quattro decimi di punto in un mese.
Il primo effetto sarà sulle tasche dei cittadini. Già il Codacons ha calcolato che ci sarà un aggravio di 570 euro per nucleo familiare su base annua. Le somme si tireranno alla fine, ma già si può dire che a partire dall’inizio di quest’anno i prezzi al consumo stanno crescendo più dei salari, come evidenziano le stime del Ref. Si sta dunque capovolgendo la situazione del biennio 2015-2016 quando, in presenza di deflazione, il potere d’acquisto era stato salvaguardato. Diventa invece più rischiosa la questione Iva: il governo si è già impegnato a scongiurare l’aumento dal 1° gennaio 2018 e una eventuale retromarcia favorirebbe la corsa dei prezzi.
L’altra faccia della medaglia è quella del debito. Il rapporto debito-Pil ha al denominatore una grandezza del prodotto interno lordo “nominale”, cioè che considera anche l’inflazione. Nel 2018, ad esempio, il Pil nominale crescerà del 2,7 per cento, risultato dovuto ad una inflazione complessiva (deflatore del Pil in termini tecnici) dell’1,7 per cento e di una crescita reale, cioè quella cui si fa riferimento normalmente dell’1 per cento. È chiaro che più cresce il denominatore più si riduce il rapporto: ed infatti nel 2018 il debito scenderà al 131 per cento del Pil. Con più inflazione si potrebbe fare meglio.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Proroga del superbonus al 31 dicembre 2023. Stop ai licenziamenti per tutte le imprese fino al 31 ot...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Assegnare alla giurisdizione tributaria la stessa dignità delle altre giurisdizioni, cogliendo l'oc...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La risposta dell'Agenzia delle entrate all'interpello probatorio riguardo l'opzione di consolidato m...

Oggi sulla stampa