Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

L’industria riparte da macchine e robot Ordini su del 79%, corsa alle agevolazioni

MILANO — Parliamo degli ordini provenienti da imprese manifatturiere italiane. Un dato che odora di ripresa. Se si considerano quelli complessivi — italiani e stranieri — l’aumento medio risulta del 15,2% (questo perché l’incremento degli impegni all’acquisto esteri si è fermato a un più 5,7). Il segnale è incoraggiante. Tre i fattori che hanno contribuito. Il primo: i segnali di ripresa del manifatturiero. Già registrati dall’Istat (a febbraio, rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, le aziende che fabbricano macchinari e attrezzature hanno registrato aumenti del fatturato del 5,1%) e riconfermati dal centro ricerche Intesa Sanpaolo. Il secondo fattore: il settore macchine utensili è in una situazione di crisi drastica da sei anni, le aziende che da oltre un lustro non cambiano i macchinari a questo punto non possono più rimandare. Il terzo: le agevolazioni garantite a chi investe in macchinari dal governo Letta attraverso la legge Sabatini-bis, in vigore dal primo aprile, cominciano a portare qualche effetto.
«Non c’è dubbio, il segnale è positivo» tira un sospiro di sollievo Luigi Galdabini, presidente di Ucimu-sistemi per produrre, l’associazione dei costruttori di macchine utensili, robot, automazione. Galdabini invita però a una lettura attenta dei dati: «Rispetto al 2007, a fine 2013 gli ordini esteri erano più bassi del 20%, una percentuale tutto sommato accettabile tenendo conto del contesto. Gli ordini italiani, invece, fatto 100 quelli del 2010, erano a quota 217 nel 2007 e sono scesi a 75,7 nel 2013. Il calo e stato talmente rilevante e drammatico, che oggi una forma di recupero è inevitabile: chi vuole stare sul mercato è costretto a investire sui macchinari».
La cautela dell’Ucimu è dovuta anche al fatto che in questi ultimi anni le false ripartenze non sono mancate. «E’ come essere sulle montagne russe. Gli ordini sembrano in ripresa, poi ci si trova di nuovo in discesa. Speriamo che questa volta sia diverso», aggiunge Galdabini. Certo il settore delle macchine utensili è ampio. Quali sono gli ambiti in recupero? «Fermissimo il settore delle energie rinnovabili, stabile l’automotive, in crescita l’aeronautica», risponde il presidente Ucimu.
Per quanto riguarda la Sabbatini bis, le domande già depositate sono duemila, per finanziamenti pari a 655 milioni di euro. In tutto sono disponibili 2,5 miliardi di crediti agevolati da erogare da qui al dicembre 2016 (ma il ministero dello Sviluppo ha già detto che i fondi potrebbero raddoppiare). Possono fare domanda le imprese che vogliono acquistare beni strumentali destinati alla produzione. Il tasso dei prestiti proposto dalle banche sarà abbattuto del 2,75%. L’aumento degli ordini dei primi tre mesi del 2014 fa pensare che molte aziende abbiano deciso di cogliere l’opportunità.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa