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“L’indipendenza di Mps è a rischio”

Un’aggregazione? «Nulla è precluso », ha ribadito ieri senza mezzi termini Alessandro Profumo, presidente di Mps, a Roma in quanto negoziatore Abi per le trattative per il rinnovo del contratto dei bancari. Ma il top manager ha fatto anche un passo avanti: l’indipendenza della banca, ha detto, «va riconsiderata, mio malgrado». Così, dopo oltre 500 anni di storia, la banca più antica del mondo potrebbe (e il condizionale forse è solo un’illusione) perdere la sua autonomia: l’obiettivo di restare indipendente, che lo stesso Profumo si era dato all’inizio del mandato, con il primo piano industriale, «considerando la situazione va riconsiderato », ha sottolineato ieri uscendo dall’Abi. Molti ritengono che i vertici della banca siano intimamente convinti che l’ipotesi di un matrimonio sia di fatto l’unica soluzione possibile, vista la fretta e la necessità di trovare un piano di “rimedi” (accettati dalla Bce prima e da Bruxelles dopo, che dovrà autorizzare il nuovo piano, necessariamente diverso da quello approvato nel novembre scorso). La scadenza è per il 10 novembre, ma magari poi ci sarà qualche altro giorno per trattare; certo, si tratta di una manciata di giorni, per trovare 2,1 miliardi di euro.
E’ possibile che ieri Profumo abbia sfruttato la giornata romana per avere altri incontri tecnici con Bankitalia e con il Mef. Ma al momento si stanno ancora facendo conti e tentando di mettere a punto soluzioni. La principale e al momento la più semplice prevede che venga spostato a fine periodo il rimborso dei Monti Bond, una misura che farebbe scendere a 1,35 miliardi lo shortfall, la carenza di capitale registrata dalla Bce. Intanto in Borsa il titolo ha vissuto un’altra giornata campale e dopo essere stato anche sospeso (insieme a Unicredit e Ubi) alla fine ha chiuso con un calo dell’8,23% mentre a Siena si serrano le fila intorno ai vertici della banca. «Quando la barca è in difficoltà la regola vuole che si stia vicini al timoniere», ha detto Marcello Clarich, presidente della Fondazione Mps, al termine della Deputazione generale dell’ente. Una posizione non univoca però, visto che un paio di consiglieri gli hanno contestato il comunicato diffuso domenica scorsa, nel quale la Fondazione ribadiva fiducia nel management della banca dopo la diffusione dei risultati degli stress-test. Anche il sindaco di Siena, Bruno Valentini, si schiera a fianco dei vertici: «Montepaschi è una banca fondamentalmente solida, siamo davanti ad un caso enorme di cessione di sovranità nazionale».
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