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L’indagine sui conti affila le armi

di Francesco Falcone e Antonio Iorio

Semplificati gli accessi dell'agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza presso gli intermediari finanziari per l'acquisizione diretta di dati e notizie relativi ai contribuenti. Ampliata la platea degli enti cui sarà possibile effettuare i controlli: non solo uffici postali e banche ma tutti gli intermediari finanziari che non hanno risposto alle richieste dell'amministrazione o hanno fornito informazioni di dubbia correttezza. Maggiori tutele, invece, per le società assicurative che esercitano attività finanziaria nella comunicazione all'amministrazione finanziaria di informazioni sui clienti. Sono queste le principali novità introdotte dalla manovra (Dl 98/2011, articolo 23, commi da 24 a 27) in tema di indagini finanziarie. Non c'è, invece, rispetto alla bozza iniziale, la norma (attesa soprattutto dai professionisti) che annullava la presunzione legale di maggiori ricavi e compensi con riferimento ai prelevamenti non giustificati.

L'ingresso

La possibilità di accessi diretti presso gli intermediari finanziari era già prevista. Tuttavia la precedente disposizione era particolarmente obsoleta sia con riferimento ai soggetti passivi dei controlli, sia al regime autorizzatorio. Il Dl 98/2011 aggiorna così la materia anche per prevenire facili contestazioni da parte dei soggetti interessati che, in vigore della precedente norma, ritenevano di essere esclusi da tali controlli.

Gli accessi, innanzitutto, non riguarderanno soltanto «le aziende e istituti di credito e l'amministrazione postale» ma tutti gli operatori finanziari. Si fa riferimento in particolare (punto 7 dell'articolo 32 del Dpr 600/73) oltre agli istituti di credito e a Poste Spa anche agli intermediari finanziari, alle imprese di investimento, agli organismi di investimento collettivo del risparmio, alle società di gestione del risparmio e alle società fiduciarie.

L'accesso presso gli intermediari finanziari è la conseguenza, in buona sostanza, della mancata risposta alle richieste dell'amministrazione finanziaria o di risposte che appaiono incomplete o inesatte. In passato, la norma prevedeva espressamente che l'incompletezza o l'inesattezza si riferisse ai dati e alle notizie contenuti nella copia di conti trasmessa all'amministrazione, rispetto a tutti i rapporti intrattenuti dal contribuente con l'intermediario.

Ora invece molto più genericamente, oltre che ai casi di omesso riscontro alla missiva dell'amministrazione (come per il passato), si fa riferimento alla necessità di rilevare direttamente la completezza o l'esattezza delle risposte se l'ufficio ha fondati sospetti che le pongano in dubbio.

Le caratteristiche

Risentendo della precedente organizzazione dell'amministrazione finanziaria (ormai superata da anni), la norma prevedeva in caso di accesso diretto dei funzionari o dei militari della GdF una preventiva autorizzazione dell'ispettore compartimentale o del comandante di zona. Ora, analogamente a quanto già avviene per l'esecuzione delle indagini, l'autorizzazione all'accesso deve essere concessa dal direttore centrale dell'accertamento o dal direttore regionale per quanto riguarda l'agenzia delle Entrate, e dal comandante regionale per la Guardia di Finanza.

In riferimento, poi, all'esecuzione dell'accesso, le modalità prima erano disciplinate da un successivo decreto ministeriale mentre adesso non è più previsto. La nuova norma precisa, infatti, che gli accessi devono avvenire:

– in orari diversi da quelli di sportello aperto al pubblico;

– le ispezioni e le rilevazioni devono essere eseguite alla presenza del responsabile della sede o dell'ufficio presso cui avvengono o di un suo delegato

– dell'attività deve essere data immediata notizia a cura del predetto responsabile al soggetto interessato.

I verificatori che provvedono alle ispezioni e le rilevazioni o vengono in possesso dei dati raccolti devono adottare le cautele necessarie a garantire la riservatezza dei dati acquisiti. Infine, tutte le modifiche vengono previste anche in materia Iva (Dpr 633/72) nei corrispondenti articoli in cui sono disciplinati i poteri degli uffici con riferimento a tale imposta.

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