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L’incontro tra Fiat e Peugeot. Fornero chiama Marchionne

di Bianca Carretto

Le trattative per un'alleanza e il tavolo con il governo. Sono due le partite aperte per Sergio Marchionne, che ieri ha ricevuto dal ministro del Lavoro Elsa Fornero un invito a un incontro di chiarimento sulle strategie per gli investimenti e l'occupazione. Pronta la risposta: «Sono più che disposto a vederla, al più presto. L'ho già fatto per Pomigliano».
L'alleanza
Ma è la questione dell'alleanza che ieri ha tenuto banco. Marchionne lunedì sera ha cenato al salone di Detroit con l'amministratore delegato di Psa Citroën Peugeot, Philippe Varin, anche se ha poi puntualizzato di non aver discusso nell'occasione di una possibile alleanza con i francesi: «Non ci sono state discussioni. Questa è pura speculazione». E tuttavia il numero uno del Lingotto ha ribadito che «il consolidamento a livello globale e in particolare dal lato europeo è una questione fondamentale». L'obiettivo dichiarato è di creare un secondo player nel Vecchio Continente che possa competere con Volkswagen. Marchionne ha ribadito: «Non chiudo le porte a nessuno». Il manager vede la necessità di un'ulteriore concentrazione soprattutto perché il mercato europeo sino al 2014 rimarrà piatto, sui valori del 2011. Un livello che rende impossibile la profittabilità dei costruttori generalisti. Per cui la ricerca di uno o più partner è attiva, un'altra alleanza «prima della fusione Fiat-Chrysler, è possibile». I francesi di Psa sono in prima linea perché la condivisione di piattaforme, specie dei segmenti A e B, trasmissioni, motori, architetture per modelli differenti da commercializzare con più marchi è il futuro di un gruppo con le caratteristiche indicate. È già stata la chiave dell'unione tra Fiat e Chrysler. L'apertura alle alleanze piace ai mercati: Fiat ha chiuso con un progresso del 5,52%. Peugeot, che si è fermata a un «no comment», è salita del 5,6%.
Il tavolo
«Non sono preoccupata, ma voglio che mi spieghi di persona che cosa ha voluto dire e quali sono le sue vere intenzioni» ha spiegato Fornero riferendosi alle dichiarazioni sulla futura sede del quartier generale Fiat-Chrysler. Per Marchionne sia Torino sia Detroit hanno le carte in regola. La mossa del ministro è piaciuta al leader Fiom, Maurizio Landini, che però sollecita un vero tavolo sugli investimenti in Italia. Landini intanto incassa il via sul referendum abrogativo dell'accordo che estende il modello Pomigliano. Il comitato centrale Fiom l'ha votata al 63,2%. Sulla linea del chiarimento, Stefano Fassina, responsabile economico Pd, cita le parole del manager per ribadire che «all'Italia interessa l'indirizzo fisico di Fiat-Chrysler. Sono molto preoccupanti le dichiarazioni di Marchionne».
 

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