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L’inchiesta sulla Banca d’Italia? «Siamo bersaglio della polemica politica»

ROMA Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, aveva parlato, intervenendo da Lima al termine dei lavori dell’assemblea del Fondo monetario, di «chiamata in causa sulla base presupposti erronei e veri e propri equivoci» a proposito del caso della Popolare vicentina. In quell’occasione Visco non aveva detto di più e quando poi era stato direttamente coinvolto, addirittura iscritto nel registro degli indagati, per le conseguenze della crisi della Banca di Spoleto, era stato il Quirinale a farsi sentire a difesa della Banca d’Italia. Il Capo dello Stato aveva messo in luce la delicatezza delle funzioni di vigilanza svolte dall’Istituto.
Banca d’Italia sotto attacco? A prefigurare una sorta di collegamento tra le vicende, sempre ricordando che la regia dei controlli sulle banche è passata alla Bce, è stato il direttore generale Salvatore Rossi che in una lettera inviata ai dipendenti per rassicurarli ha dato un’interpretazione politica del coinvolgimento del governatore e della Vigilanza di via Nazionale negli scandali bancari e soprattutto in quello della Banca di Spoleto, portato alla luce da “Il Fatto”. L’articolo «era scandalistico e tendenzioso» e «l’episodio si inscrive in un clima di accesa polemica politica che occasionalmente trova come bersaglio il mondo bancario e la Banca d’Italia» Palazzo Koch quindi, dice Rossi, non è direttamente sotto attacco ma lo è in quanto istituzione comunque vicina all’azione del governo, questo sì,invece,messo sotto pressione da parte di alcune forze politiche, M5S in testa.
«L’azione di vigilanza sulla Bps è stata lineare, tempestiva, esemplare.Tutti noi sappiamo, e lo riaffermo qui con forza, come l’attività della Banca d’Italia si svolga nella più assoluta correttezza formale e sostanziale» ha rilevato quindi il numero due di via Nazionale ricordando che le decisioni di Vigilanza, assunte dal Direttorio «si basano su ampie, dettagliate, approfondite indagini e istruttorie» e prendendosela direttamente con la sigla sindacale interna, la Falbi, che ha chiesto l’autosospensione di Visco.
«Attraversiamo una fase di cambiamento istituzionale e organizzativo che deve portare la nostra Banca a reggere il confronto con tempi che mutano vorticosamente». La vigilanza unica, ha quindi precisato «non ci sottrae funzioni, ma le mette in condivisione e anzi moltiplica l’impegno e le competenze per le maggiori esigenze di coordinamento. La nostra azione di Vigilanza resta – come ha detto venerdì scorso il Presidente della Repubblica – preziosa e fondamentale.

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