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L’inchiesta Mps su Antonveneta spostata a Milano Vittoria delle difese contro i pm senesi

«Hanno buttato la palla in tribuna», chiosava un avvocato di grido alla sentenza del gup di Siena Monica Gaggelli, che ha sancito la competenza territoriale di Milano per il processo nato dall’acquisizione di Antonveneta da parte di Mps. Quel procedimento a Siena era alla quinta udienza e verrà azzerato.
Come spesso avviene nella giustizia nostrana, dopo molto tempo, lavoro e faldoni arriva un giudice a sentenziare che tutto va rifatto. Nel caso di specie, la decisione non sorprende: ci sono precedenti illustri (come Parmalat). E – dopo l’istanza di metà aprile – i tre pm senesi che da due anni si battono su uno dei casi più intricati della finanza recente se l’aspettavano. La competenza spetta al reato più grave, che qui è la manipolazione di mercato, e che si è determinato con il deposito sul circuito informativo Nis della Borsa, con sede e gestione a Milano, della semestrale e del bilancio 2008, contabilità “falsificate” per digerire la fatale acquisizione della banca padovana.
Perché qualcuno ributti la palla in campo ci vorranno mesi. Tempo per gli inquirenti meneghini di leggersi 25mila pagine e decidere delle 8 richieste di rinvio. Si pronunceranno in autunno, bloccando i tempi della prescrizione che per la manipolazione arriva a dieci anni.
Quanto al processo, se ne riparla tra un anno. Sembra un punto a favore delle difese: l’istanza di trasferimento fu inoltrata dai legali dell’ex cfo Mps Daniele Pirondini e dell’ex capo Affari giudiziari Giovanni Ricci, cui s’erano aggiunti quelli di Giuseppe Mussari, ieri «soddisfatti perché torniamo davanti al giudice naturale, il gup ha accolto la nostra tesi sulla connessione tra le ipotesi contestate così che il processo possa svolgersi tutto con lo stesso giudice». Non è detto vada così: i reati della “banda del 5 per cento” sono iniziati a Siena, difficile smuoverne i processi.
Mentre i maneggi con Nomura sul riassetto dei derivati Alexandria potrebbero convolare parte a Milano, parte addirittura a Londra. Non sempre però, per gli indagati di provincia, passare ai tribunali cittadini costituisce un buon viatico.
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