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L’incertezza sul vertice Ue frena le Borse

Mercati sull’altalena, ieri in Europa. Con gli indici che, tra volumi molto bassi, hanno chiuso in ribasso: da Madrid (-1,4%), maglia nera, a Milano (-1,1%) fino a Parigi (-0,3%). Unica eccezione, Francoforte: il Dax è riuscito a “strappare” il segno positivo (+0,07%). Gli spread, dal canto loro, hanno proseguito lungo la strada del rialzo imboccata lunedì: il differenziale BTp-Bund ha chiuso a 468 punti base (erano 456 due giorni fa); quello del Bonos decennale spagnolo si è fermato a 536 contro i 519 basis point di avvio settimana.
Insomma, performance negative nel Vecchio continente. Numeri sfavorevoli conseguenza di quali eventi? A ben vedere, quella di ieri, è stata una seduta strana. I listini, deboli già in avvio sull’incertezza per l’esito del vertice di Bruxelles, hanno subito atteso l’esito delle aste di titoli di Stato spagnoli e italiani.
Ebbene, dapprima è toccato al Tesoro di Madrid: ha collocato 3,077 miliardi di bond a tre e sei mesi, con rendimenti in forte rialzo. Un esito che il mercato ha sofferto. Poco dopo la vendita, infatti, lo spread Bonos-Bund è balzato da 516 a 522 punti base. Lo stesso differenziale del BTp è salito.
Poi, è stato il turno del Tesoro italiano. Qui, sono stati collocati 2,990 miliardi di Ctz a 24 mesi e 915 milioni di BTp€i (a 5 e 15 anni). La domanda, in entrambi i casi, è stata buona: il bid to cover ratio del CTz si è assestato a 1,65; quello sui bond indicizzati all’inflazione, rispettivamente, a 2,22 e 2,43. I rendimenti, ma non è una novità, sono saliti. In particolare, lo yield del Certificato a zero coupon è arrivato al 4,712% (+0,67% rispetto all’ultima asta). A fronte di simili numeri, quale la reazione degli investitori? Migliore rispetto a quella dell’asta spagnola: lo spread BTp-Bund, che poco prima aveva toccato il massimo di mattinata a quota 458, mentre uscivano i lanci d’agenzia sul collocamento dei CTz ha proseguito al ribasso; un trend replicato dallo stesso differenziale spagnolo. «Non c’è da stupirsi -è stato il commento dalle sale operative-. Tenuto conto dell’attuale contesto di difficoltà il risultato, soprattutto rispetto alla domanda, è stato discreto». Certo, i rendimenti salgono. «Ma ciò accade anche perchè il saggio in asta si “adegua” a quello del secondario che, nelle due ultime sedute, era balzato all’insù».
Insomma, lo spread sembrava avviato (pur tra mille scossoni) a vivere una giornata di normale volatilità. Nel primo pomeriggio però, con l’arrivo degli operatori statunitensi e (come analizzato qui a fianco) in coincidenza alle dichiarazioni dell’ex premier Silvio Berlusconi, il differenziale BTp-Bund è partito verso l’alto. Mentre Piazza Affari, nella classica correlazione inversa, è scivolata all’ingiù, spinta al ribasso anche dall’ennesime dichiarazioni anti-Eurobond di Angela Merkel.
Un finale negativo che, sull’altra sponda dell’Atlantico, non è stato replicato. Wall Street ha, per una volta, dimenticato i drammi di Eurolandia, soffermandosi sui dati macroeconomici. Numeri, a ben vedere, contrastati: da un lato l’indice dei prezzi immobiliari Case-Shiller è stato migliore delle aspettative; dall’altro, la fiducia dei consumatori, a giugno, è ancora diminuita. Gli operatori statunitensi però, almeno ieri, hanno voluto vedere il bicchiere mezzo pieno e hanno acquistato azioni. Tanto che l’S&P500 ha chiuso in rialzo dello 0,48% mentre il Nasdaq è cresciuto dello 0,63%. Un ottimismo che, tuttavia, oggi dovrà fare i conti con l’asta( fino a 9 miliardi) di Bot a 6 mesi. Subito, si torna allo stress da debito.

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