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«L’incertezza allontana gli investitori»

Alla fine dello scorso anno, l’incertezza politica creata in Italia dalla caduta del Governo Monti e dall’annuncio di elezioni anticipate ha indotto alcuni investitori a cercare rifugio in titoli considerati più sicuri di quelli del debito italiano. Ma nelle ultime settimane, un miglioramento nell’orientamento degli investitori ha fatto sì che i rendimenti dei titoli di Stato in Italia, e anche in Spagna, abbiano ripreso a scendere toccando i livelli più bassi dall’estate scorsa.
Con queste due considerazioni, che fotografano l’andamento dello spread da fine novembre ai primi di gennaio, il bollettino mensile della Banca centrale europea pubblicato ieri mattina ripete le osservazioni fatte la settimana scorsa dal presidente Mario Draghi, secondo cui le condizioni sui mercati finanziari hanno registrato recentemente un significativo miglioramento. I titoli italiani a 10 anni offrivano ieri un rendimento del 4,15%, 67 punti base di meno del giorno successivo alla caduta del Governo Monti.
Le migliori condizioni finanziarie però faticano a trasmettersi all’economia reale. Come aveva detto Draghi, il bollettino della Bce ribadisce che la ripresa sarà graduale e arriverà solo nella seconda metà dell’anno. In alcuni Paesi, soprattutto Italia e Spagna, la fiducia dei consumatori è a livelli particolamente bassi. E per la ripresa restano molti rischi al ribasso, legati anche alla lentezza nell’applicazione delle riforme strutturali promesse nell’area dell’euro.
Per questo, il direttore del Fondo monetario, Christine Lagarde, ha sollecitato ieri la Bce ad allentare ulteriormente la politica monetaria, se necessario per sostenere l’economia dell’Eurozona. Alla riunione della scorsa settimana a Francoforte l’ipotesi di un taglio dei tassi d’interesse non è stata nemmeno discussa, aveva rivelato Draghi, e molti osservatori di mercato ritengono che non se ne parlerà per molti mesi a venire. Il piano Omt (Outright monetary transactions) lanciato dal presidente della Bce l’estate scorsa per l’acquisto di titoli del debito pubblico dei Paesi in difficoltà, e che è stato la principale ragione dell’inversione di tendenza dei mercati finanziari, non è ancora operativo, ha sottolineato il numero uno dell’Fmi, e c’è bisogno di progrerssi sull’Unione bancaria. Per questo, «un ulteriore allentamento della politica monetaria può rivelarsi appropriato per sostenere la domanda» nell’Eurozona, ha detto la signora Lagarde, che, a proposito dell’Italia, ha anche osservato che le liberalizzazioni sono «un passo nella direzione giusta», senza peraltro specificare a quali misure si riferisse. Un plauso è arrivato anche alla riforma del mercato del lavoro francese avviata dal Governo Hollande questa settimana.
Il direttore del Fondo monetario ha affermato che l’economia mondiale ha scongiurato il collasso e «c’è un po’ di ripresa in vista», ma che per le autorità non è l’ora di rilassarsi e va evitata a ogni costo una ricaduta. L’ex ministro dell’Economia francese, nella sua conferenza stampa di inizio anno, ha rammentato che ci sono nel mondo oltre 200 milioni di persone senza lavoro, di cui molti giovani, e che quella di far ripartire l’economia reale e l’occupazione è una delle tre priorità per il 2013. Le altre sono l’applicazione di politiche che mettano fine all’incertezza e la conclusione delle riforme del settore finanziario.
La signora Lagarde ha evitato di entrare nella polemica sulla “guerra delle valute”, espressione coniata nell’autunno 2010 dal ministro delle Finanze brasiliano Guido Mantega che puntava il dito contro la politica ultra-espansiva della Federal Reserve. «Non mi piacciono le guerre, neanche fra le valute», ha detto, ma il tema è destinato a riemergere la prossima settimana a Davos e nel confronto fra i grandi dell’economia mondiale che si terrà, a livello di ministri finanziari e governatori del G-20, il mese prossimo a Mosca.

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