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Linate-Roma, il Tar boccia Alitalia

Non è proprio un gran momento per Alitalia, che ha già annunciato un piano di 690 esuberi. Ieri il Tar del Lazio ha bocciato il ricorso della compagnia, guidata da Andrea Ragnetti, che chiedeva l’annullamento del provvedimento con il quale l’Antitrust aveva imposto alla compagnia di liberare rotte sulla Milano Linate-Roma entro il 28 ottobre.
A questo punto la data va rispettata: entro dieci giorni dovrà quindi essere scelta la compagnia che romperà il monopolio sulla rotta più redditizia dell’ex vettore di bandiera, operando quattro voli al giorno contro i 30 e più di Alitalia.
La lista delle papabili è composta da Meridiana Fly-Air Italy, Blue Panorama, Livingston e le low cost straniere EasyJet e Vueling. A scegliere sarà una società di consulenza, Nexia International, scelta dalla stessa Alitalia. Una novità, visto che finora la scelta era una prerogativa dell’Assoclearance, l’organismo italiano in cui sono rappresentati alcune società aeroportuali e alcuni vettori, tra cui Alitalia, il cui compito è assegnare le fasce orarie per volare (slot).
Si chiude in questo modo una vicenda iniziata nell’aprile scorso quando l’Antitrust, chiudendo l’indagine conoscitiva sulla fusione fra la vecchia Alitalia e AirOne, che nel 2008 hanno dato vita a Cai, aveva stabilito che la nuova Alitalia sulla rotta Roma-Milano (Fiumicino-Linate) era in monopolio.
Contro quel provvedimento Alitalia fece ricorso al Tar, sostenendo che con l’arrivo dei treni ad Alta Velocità sulla stessa tratta c’è piena sostituibilità tra treno e aereo. La compagnia presieduta da Roberto Colaninno si era già vista respingere, il 5 luglio scorso, la richiesta di sospensiva dell’obbligo di presentare, entro il 17 luglio, il dettaglio delle iniziative atte a liberare gli slot.
Cosa succederà adesso? Prima di tutto bisognerà aspettare qualche tempo prima che il vettore prescelto si attrezzi a volare sulla nuova rotta. La concorrenza non sarà comunque irresistibile: operare solo quattro voli al giorno significa non avere quella massa critica che consente di abbassare i prezzi rendendosi seriamente insidiosi. Sarà interessante capire se verrà scelta una compagnia italiana o una straniera, sapendo che la situazione di quelle nostrane, a causa della debolezza del mercato, è più difficile.
Anche Alitalia, del resto, ha appena annunciato 690 esuberi ai sindacati convocati da Ragnetti martedì scorso. «Contiamo di ridurli a zero» ha affermato con sicurezza ieri il leader della Uil, Luigi Angeletti, che ha affrontato trattative con numeri ben più drammatici. Per Angeletti «non è una cosa semplice perché obiettivamente c’è una contemporanea caduta del mercato, cioè la gente viaggia di meno perché ha meno soldi, e c’è anche un certo accanimento delle amministrazioni contro Alitalia, a cominciare dall’Antitrust».
Anche il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, è «preoccupato» per gli esuberi annunciati da Alitalia, «anche perché il segmento dei viaggi aerei è molto in difficoltà e lo è ancora di più in Italia per lo sviluppo molto forte del trasporto ferroviario che, tuttavia, è una alternativa valida al viaggio aereo».
Intanto i passeggeri aerei di Alitalia aderenti al programma «Millemiglia» dovranno aspettare prima di poter usufruire del nuovo sistema volontario di identificazione basato sulle impronte digitali. Per il Garante della privacy servono ulteriori garanzie per una maggiore tutela dei dati dei passeggeri.

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