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L’impresa sociale assegna gli utili

È il rilancio dell’impresa sociale il cuore del disegno di legge delega per la riforma del terzo settore approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Un testo di sette articoli che prevede interventi su più fronti, dal servizio civile nazionale agli incentivi fiscali per il non profit, affidati a una serie di decreti legislativi che il Governo dovrà adottare entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge.
Per le imprese sociali, dovrà essere abolito il divieto di distribuzione degli utili (oggi precluso anche in forma indiretta). Con l’attuazione della riforma, le imprese sociali potranno ripartire utili «nel rispetto di condizioni e limiti prefissati» e raccogliere capitali tramite internet, come le start up innovative. Saranno ampliati i settori di attività di queste imprese e saranno individuati «limiti di compatibilità con lo svolgimento di attività commerciali diverse da quelle di utilità sociale». A otto anni dall’introduzione della nuova forma giuridica, con il Dlgs 155/2006, le imprese sociali sono solo 852, costituite soprattutto nella forma della cooperativa o della Srl. Il Ddl di riforma approvato ieri prevede l’introduzione di incentivi fiscali per favorire gli investimenti di capitale in queste imprese.
Per finanziare gli enti non profit, la delega punta anche a favorire la diffusione di “titoli di solidarietà” e altre forme di finanza sociale (come ad esempio i social bond, già esistenti).
Il servizio civile nazionale, nato nel 2001 (e a cui hanno partecipato finora 298.421 giovani), diventerà “universale”. Sarà aperto agli stranieri e avrà una programmazione almeno triennale dei contingenti di volontari. Questi potranno prestare servizio, in parte, in altri Paesi dell’Unione europea, e anche fuori dalla Ue (per iniziative legate alla cooperazione allo sviluppo). L’esperienza del servizio civile, poi, farà curriculum: il Ddl delega prevede che le competenze acquisite in questo percorso possano essere riconosciute e che siano anzi previsti meccanismi per favorire l’inserimento lavorativo dei giovani che hanno prestato il servizio civile nazionale universale.
Infine, saranno riordinate le regole del cinque per mille dell’Irpef, che la legge delega per la riforma fiscale (legge 23/2014, già in vigore) prevede di rendere stabile. L’obiettivo è ridefinire la platea dei potenziali beneficiari. «Tra gli enti che accedono al cinque per mille – sottolinea Luigi Bobba, sottosegretario al Lavoro con delega al Terzo settore – ci sono 70 circoli di golf e oltre 3mila soggetti che non ricevono neanche un euro. È opportuno rivedere le regole per premiare fiscalmente i soggetti più meritevoli».
Il Ddl varato ieri prevede anche il riordino degli altri incentivi fiscali per gli enti non profit, con una tassazione che tenga conto delle loro finalità solidaristiche. Resta il nodo delle coperture, che secondo il sottosegretario Bobba, «si affronterà quando si andranno a scrivere i decreti delegati».

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