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L’imposta sulla sentenza grava sugli attori della causa

L’imposta per registrare la sentenza civile è a carico solidalmente solo di coloro che hanno preso parte alla causa in senso sostanziale e non di quelli che vi hanno partecipato soltanto formalmente. A fornire questo interessante principio è la Ctp di Treviso con la sentenza numero 126/05/2013 (presidente Chiarelli, relatore Fadel).
La vicenda trae origine da un avviso di liquidazione emesso dall’agenzia delle Entrate ai fini dell’imposta di registro per la registrazione di una sentenza civile. In particolare, l’ufficio aveva ritenuto solidalmente responsabili tutti coloro che avevano preso parte alla causa, senza alcuna distinzione. In realtà uno dei contribuenti era stato dichiarato, dallo stesso Tribunale civile, estraneo al rapporto giuridico oggetto della sentenza. Egli impugnava quindi la pretesa del Fisco, evidenziando che l’imposta doveva essere richiesta esclusivamente ai destinatari sostanziali degli effetti della decisione e non a chi era rimasto estraneo alla pronuncia
La commissione tributaria è stata così chiamata ad interpretare l’articolo 57 del Testo unico del registro, e segnatamente sulla portata della responsabilità solidale in esso contenuta. In base a tale norma, infatti, sono solidalmente obbligati al pagamento dell’imposta le parti in causa. A parere dell’ufficio, tale assunto doveva essere interpretato estensivamente, includendo tutti i soggetti che avessero, a qualunque titolo, partecipato al giudizio. I giudici, invece, aderendo ad alcune pronunce della Suprema Corte, hanno precisato che il pagamento dell’imposta di registro deve gravare solo su coloro che sono stati considerati nella sentenza come parti in senso sostanziale, escludendo coloro che hanno preso parte al rapporto in senso formale.
A tali conclusioni si deve giungere in quanto oggetto dell’imposta, quale indice di capacità contributiva, è il rapporto sostanziale racchiuso nella sentenza. Quindi, il vincolo di solidarietà può essere esteso solo ed esclusivamente ai destinatari della pronuncia. Nella specie, il Tribunale aveva statuito che la chiamata in causa della ricorrente fosse del tutto infondata e pertanto era legittimo escluderla da qualsivoglia obbligo tributario.
La Corte Costituzionale, con l’ordinanza 215/2000, nel confermare la legittimità dell’articolo 57 del Tur, ha affermato che in materia di imposte indirette, il necessario collegamento con la capacità contributiva non esclude che la legge stabilisca prestazioni tributarie a carico oltrechè del debitore principale, anche di altri soggetti partecipi solidalmente. In seguito a tale pronuncia, i giudici di legittimità hanno affermato che per la registrazione degli atti giudiziari l’imposta deve gravare solo sui soggetti nei confronti dei quali la pronuncia ha un senso sostanziale. Le stesse Entrate, con la risoluzione numero 82 del 21 novembre 2013, hanno ulteriormente precisato che è esclusa la responsabilità solidale anche in capo al soggetto che ha volontariamente preso parte al giudizio ma che di fatto è rimasto estraneo alla decisione.

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