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L’imposta al 21% modifica in corsa i calcoli del 2011

di Benedetto Santacroce

La manovra di Ferragosto corregge (in corsa) l'acconto Iva. Infatti la scadenza del 27 dicembre, quest'anno, è direttamente influenzata dall'incremento dell'aliquota ordinaria dal 20% al 21%, avvenuta in seguito alla manovra di Ferragosto (Dl 138/2011) con efficacia dal 17 settembre scorso.
Questa influenza si manifesta sotto due profili: il primo riguarda la determinazione dell'acconto e la scelta del metodo di calcolo; il secondo riguarda la regolarizzazione delle eventuali certificazioni dei corrispettivi avvenute per operazioni effettuate dal 17 settembre in avanti, con l'aliquota del 20% e non con quella del 21%, per problemi operativi e tecnici.
Il metodo di calcolo
L'acconto Iva è dovuto al 27 dicembre di ogni anno sia dai contribuenti mensili sia trimestrali, ma con regole diverse, perché condizionate dai diversi meccanismi di liquidazione dell'imposta. L'acconto, come si evidenzia nel prospetto a lato, non è dovuto da tutti i contribuenti che sono a credito nell'anno o nel mese precedente, da coloro che hanno iniziato l'attività nell'anno o che hanno cessato l'attività prima del 30 novembre 2011 (per i mensili) ovvero del 30 settembre (per i trimestrali) o per coloro che applicano regimi contabili particolari.
I contribuenti possono scegliere fra tre metodi di calcolo dell'acconto: storico, previsionale e analitico.
Il metodo storico determina l'acconto da versare nella misura dell'88% dell'Iva a debito risultante rispettivamente dalla liquidazione del mese di dicembre 2010, per i contribuenti mensili; dalla dichiarazione annuale relativa al periodo di imposta 2010, per i contribuenti trimestrali per opzione; dalla liquidazione del quarto trimestre 2010, per i contribuenti trimestrali, in base all'articolo 74, comma 4 del Dpr 633/72. Rispetto alla modifica di aliquota, il calcolo dell'acconto Iva da versare si baserà, facendo riferimento al periodo d'imposta 2010, sempre su operazioni effettuate con il 20 per cento. Pertanto, rispetto all'aumento dell'aliquota Iva al 21%, il calcolo dell'acconto Iva con il metodo storico è preferibile, proprio perché considera, come base su cui calcolare l'88%, l'importo dell'ultima liquidazione dell'anno precedente, quando l'aliquota ordinaria era ancora il 20 per cento.
Il metodo previsionale determina l'acconto da versare nella misura dell'88% dell'Iva che si prevede di versare rispettivamente: per il mese di dicembre 2011, per i contribuenti mensili; a saldo, in sede di dichiarazione annuale per l'anno 2011, per i contribuenti trimestrali per opzione; per il quarto trimestre 2011, per i contribuenti trimestrali di cui all'articolo 74, comma 4, del Dpr 633/72.
Rispetto all'incremento del l'aliquota ordinaria, con il metodo previsionale, nel caso di contribuenti trimestrali per opzione occorre considerare che l'88%, calcolato sull'importo che verosimilmente risulterà a debito dalla dichiarazione annuale dell'Iva per il periodo di imposta 2011, terrà conto di operazione effettuate applicando l'aliquota Iva ordinaria del 20% e di operazioni effettuate, a decorrere dal 17 settembre 2011, applicando l'aliquota Iva ordinaria del 21%.
Il metodo analitico determina l'acconto nella misura del 100% dell'imposta a debito derivante da una liquidazione effettuata al 20 dicembre 2011, che tiene conto: delle operazioni attive e passive registrate nei registri acquisti e vendite, per il periodo 1° dicembre-20 dicembre per i contribuenti mensili; delle operazioni attive e passive registrate nei registri acquisti e vendite, per il periodo 1° ottobre-20 dicembre per i contribuenti trimestrali; delle operazioni poste in essere, ma non ancora fatturate o registrate, relative al periodo 1° novembre-20 dicembre; delle operazioni intracomunitarie da cui, per il reverse charge, deriva un imposta a debito.
Per quanto riguarda l'incremento di aliquota, con il metodo analitico, l'acconto Iva da versare sarà interamente riferito a operazioni poste in essere applicando l'aliquota Iva ordinaria del 21 per cento.
Regolarizzazione
L'articolo 2, comma 2-bis, del Dl 138/2011 ha disposto l'aumento dell'aliquota Iva ordinaria dal 20% al 21 per cento. Restano invariate le aliquote ridotte del 4 e del 10 per cento. Secondo quanto chiarito dalla circolare 45/E/2011, entro il 27 dicembre 2011, i contribuenti che effettuano le liquidazioni periodiche con cadenza mensile, possono regolarizzare le fatture eventualmente emesse entro il mese di novembre, con la minore aliquota Iva del 20 per cento. I contribuenti che effettuano le liquidazioni periodiche con cadenza trimestrale (sia per previsione di legge che per opzione) possono procedere alla regolarizzazione delle fatture emesse entro il mese di settembre.
Entro il 27 dicembre 2011, dunque, dovranno essere regolarizzate, in base all'articolo 27 del Dpr 633/72, le fatture erroneamente emesse, per ragioni dovute a difficoltà operative e tecniche, con l'aliquota del 20 per cento.

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