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L’imponibile comune per le nuove risorse post Brexit

La base imponibile consolidata comune per l’imposta sulle società nell’Unione Europea coprirà il buco della Brexit. Questa è una delle leve del piano della Commissione per finanziare il prossimo bilancio Ue 2021-2027, tra i 21 e i 140 mld, dopo l’uscita del Regno Unito dall’Ue. L’idea, già dal 2011 nel cassetto della commissione, viene riportata all’attenzione nel report di 22 pagine presentato mercoledì dal presidente della commissione Ue, Jean-Claude Juncker.

La volontà è quella di prevedere un’ulteriore aliquota fiscale europea sulle multinazionali che beneficiano del mercato unico. Come spiegato nella proposta, la base imponibile consolidata comune per le società è composta da una serie di norme comuni per il calcolo degli utili imponibili delle società. Un contributo che viene appunto basato su una base imponibile che sia armonizzata per tutte le società europee.

Per gli stati membri comunque rimane invariata la possibilità di tassare gli utili secondo la propria aliquota nazionale. Lo studio della commissione stima che, a seconda del modello scelto e dalla aliquota applicata, un’imposta sulla base imponibile consolidata comune per le società potrebbe portare tra i 21 e i 140 miliardi di euro in sette anni, non considerando le entrate previste dalla diminuzione dell’evasione fiscale.

Matteo Rizzi

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