Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Limiti al sostegno agli anziani

La Suprema corte ridimensiona i poteri dell’amministratore di sostegno. Infatti non commette alcun reato il figlio dell’anziano che, assecondano un desiderio del genitore, lo riporta nel paese d’origine contro la volontà dell’amministratore. La questione esula, infatti, dagli atti propri dell’istituto il cui beneficiario non è considerato dalle norme come incapace di intendere e di volere.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 39217 del 23 settembre 2013, ha annullato senza rinvio la condanna pronunciata nei confronti di un figlio che, contro la volontà della sorella amministratore di sostegno, aveva esaudito il desiderio dell’anziana madre, riportandola a vivere in Sicilia, il paese d’origine della donna.

Le motivazioni. In motivazione la sesta sezione penale ridimensiona molto i poteri legati all’istituto: «invero l’art. 409 c.c. statuisce che la persona beneficiaria dell’amministrazione di sostegno conserva la capacità di agire per tutti gli atti che non richiedono la rappresentanza esclusiva o l’assistenza necessaria dell’amministratore di sostegno. La persona beneficiaria non è considerata dal legislatore incapace di intendere e di volere, essendo estranea in linea di principio all’istituto dell’amministrazione di sostegno specifiche situazioni di infermità mentale che rendano la persona totalmente incapace di provvedere ai propri interessi, sì da porla in condizione di essere interdetta o inabilitata ai sensi degli artt. 414 e 415 c.c.». In altre parole l’amministrazione di sostegno (introdotta nell’ordinamento dalla legge 9.1.2004 n. 6) risponde alla finalità di offrire a chi si trovi nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi uno strumento di assistenza che ne sacrifichi nella minor misura possibile la capacità di agire, distinguendosi, con tale specifica funzione, dagli altri istituti a tutela degli incapaci, quali l’interdizione e l’inabilitazione, non soppressi, ma solo modificati dalla stessa legge n. 6/2004 con la novellazione degli artt. 414 e 427 c.c. Rispetto a tali istituti l’ambito applicativo dell’amministrazione di sostegno va identificato con riguardo non già al diverso, e meno intenso, grado di infermità o di impossibilità di attendere ai propri interessi del soggetto privo di autonomia, ma piuttosto alla maggiore idoneità di tale strumento a adeguarsi alle esigenze del soggetto medesimo, in relazione alla flessibilità e maggiore agilità della relativa procedura applicativa.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa