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Limiti a 360° per frenare il virus

Limitazioni agli spostamenti in Spagna. Coprifuoco notturno in Francia. Serrata di bar, ristoranti e palestre in Germania, Gran Bretagna e Olanda. Ma anche obbligo di mascherina, divieti di assembramento e chiusura di scuole e università, disposto dalla Repubblica Ceca. Sono molteplici le vie intraprese dai governi di tutta Europa per contenere il dilagare della pandemia da coronavirus senza compromettere troppo la crescita economica. Una stretta più o meno forte, determinata dalla velocità di risalita della curva dei contagi. A muoversi con grande anticipo nel contrasto alla seconda fase della pandemia è stata la Spagna che, già nel mese di agosto, ha dovuto fare i conti con un’impennata dei nuovi positivi. E così, mentre in Italia regnava ancora la movida, il governo di Madrid si attrezzava per circoscrivere le zone più a rischio disponendo dei mini lockdown. Interventi che non sono bastati a limitare l’impennata della curva dei contagi costringendo Pedro Sànchez a decretare, dal 2 ottobre, il confinamento perimetrale per Madrid e altre nove città imponendo il divieto di spostamento da queste zone se non per motivi essenziali: lavoro, scolastico o di carattere sanitario. Per limitare i contatti tra le persone, inoltre, il governo ha deciso di chiudere alle 23 tutti i bar di Madrid imponendo riunioni con un massimo di sei persone, così come stabilito anche in Italia dall’ultimo dpcm. Più drastici gli interventi in Catalogna dove i contagi non sembrano dare alcuna tregua. Si è deciso serrata per due settimane di bar e ristoranti che potranno esercitare solo il servizio da asporto. La capienza massima dei centri commerciali è stata ridotta al 30% mentre quella delle palestre è stata portata al 50%. Niente lezioni di persona all’università e sospensione di tutte le competizioni sportive.

Situazione molto grave anche in Francia dove il numero dei nuovi positivi ha oltrepassato la soglia dei 30 mila al giorno con oltre 200 persone ricoverate giornalmente in rianimazione. Per questo, il presidente Emmanuel Macron è intervenuto in televisione per annunciare un nuovo coprifuoco notturno di 6 settimane (dalle 21 alle 6 del mattino) per Parigi e otto metropoli tra cui Tolosa, Marsiglia e Lione. «Una chiusura totale ci sembra sproporzionata, ma il coprifuoco è pertinente», ha chiarito Macron annunciando controlli serrati da parte di 12 mila poliziotti e gendarmi incaricati, ogni notte, di verificare i divieti. E per i trasgressori sono previste multe di 135 euro che, in caso di recidiva, possono arrivare a 1.500. Dopo le 21, non sarà più possibile andare al ristorante, fare festa, o recarsi a casa di amici.

Linea dura contro la recrudescenza del virus anche nel Regno Unito dove, dopo i primi sussulti negazionisti, Boris Johnson si è deciso a correre ai ripari annunciando un piano incentrato su tre livelli di allarme (medio, alto e molto alto) oltre al mantenimento della «regola del sei», per gli incontri nelle abitazioni e nei giardini privati.

Diversi livelli di lockdown e di contenimento della socialità a seconda dell’effettiva diffusione del virus. Un piano che ha interessato anche Londra e i suoi 8 milioni di abitanti finiti in stato di allerta 2 (alto).

Risultato, chiusura dalle 22 alle 5 per gli esercizi commerciali che vendono cibo e alcolici per il consumo all’interno; scuole, università e luoghi di culto aperti, così come continuano ad essere consentiti matrimoni e funerali, ma con un limite al numero dei partecipanti. E si raccomanda di evitare l’utilizzo dei trasporti pubblici nelle ore di punta.

Un sistema, quello inglese, molto simile al modello tedesco approvato dalla cancelliera Angela Merkel e dai governatori dei Land dopo 8 ore di braccio di ferro. In particolare, è stato portato da 50 a 35 il numero massimo di nuove infezioni ogni 100 mila persone nell’arco di sette giorni che farà scattare l’obbligo di mascherine in tutti i luoghi chiusi. Mentre i raduni saranno limitati a 25 persone in spazi pubblici. Chiusi intanto bar e ristoranti alle 23 a Berlino e Francoforte e stop alle feste private con più di 10 persone fino a fine ottobre.

Ha optato per la linea dura anche il Belgio che il 14 ottobre ha fatto scattare due settimane di coprifuoco dall’1 di notte alle 6 del mattino. Una settimana prima, invece, era stato imposto un mese di chiusura a bar e ristoranti a Bruxelles, aperti invece nel resto del Paese fino alle 23.

Con le stesse tempistiche l’Olanda ha disposto il divieto di riunioni tra più di 4 persone, dentro e fuori casa, incentivando l’utilizzo dello smart working. Chiusi anche bar, ristoranti e coffee shop e divieto di vendita per alcolici e cannabis dalle 20 alle 7.

Più drastica l’azione della Repubblica Ceca che ha disposto la chiusura di scuole, università, bar, ristoranti e locali fino al prossimo 3 novembre. Mentre in Danimarca ristoranti e bar sono tenuti a chiudere alle 22, è stato imposto l’uso obbligatorio di mascherine nei locali, raccomandato il telelavoro e la riduzione dei contatti sociali.

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