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Liguria, il Mit presenta ad Aspi il conto da 1 miliardo al mese

Il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti vuole i danni da Autostrade per l’Italia. Ieri il ministro Paola De Micheli ha convocato Aspi prospettando, appunto, all’azienda una richiesta di risarcimento. Il Mit, dunque, intenderebbe girare su Autostrade le istanze avanzate allo stesso ministero dal mondo imprenditoriale ligure, duramente colpito dagli effettidelle lunghe code createsi, per ispezioni e lavori in gallerie, sulla rete autostradale ligure. E la richiesta delle categorie, riunite nel comitato Salviamo Genova e la Liguria, è salata: le perdite complessive vengono quantificate nella somma di circa un miliardo di euro al mese. Ma il metodo di calcolo dei danni sarà meglio specificato dal comitato nel corso dell’incontro al Mit che si tiene oggi, a seguito della convocazione, da parte della De Micheli, dei rappresentanti della compagine genovese.

L’ennesimo scontro tra ministero e Aspi, che si sta consumando in queste ore, è il risultato della seconda lettera di contestazione inviata ad Autostrade, lo scorso martedì sera, dall’ispettore del ministero, Placido Migliorino. In quella missiva si contestano i «termini di attuazione del cronoprogramma dei lavori e delle ispezioni delle gallerie liguri» e si dice, tra l’altro, che quel cronoprogramma è stato «ripetutamente disatteso da Aspi». Si sottolinea che «in data 20 luglio Autostrade, nel corso di un sopralluogo aveva assicurato sarebbero state completate entro il 28 luglio le attività» per tre gallerie: una sull’A12 e due sull’A26. Secondo Migliorino, inoltre, Aspi «ha ritenuto di disattendere le indicazioni del Mit e di non utilizzare sistemi di indagine indicati dal ministero». Ed ecco le conclusioni dell’ ispettore: «Si ritiene necessario, scrive, che Aspi «giustifichi, con dovizia di dettagli, le motivazioni dei ritardi che si contestano» con la lettera. «In particolare», Autostrade «dovrà giustificare, per ogni galleria oggetto di intervento, come sia possibile che, a valle di previsioni progettuali già definite, possano essere ulteriormente denunciati imprevisti nello stato conoscitivo delle gallerie».

Una lettura dei fatti che, però, viene respinta da Aspi, la quale, in una nota, oltre a manifestare disponibilità a prendere parte a un tavolo con dicastero ed enti territoriali, sottolinea che la società «ha operato e sta operando nel pieno rispetto delle regole e delle prescrizioni imposte dal Mit, nell’ambito di un quadro normativo carente» e annuncia che sono «in corso di invio controdeduzioni formali alle contestazioni ricevute». Mentre sono già partite altre controdeduzioni alla precedente contestazione di Migliorino (del 21 luglio scorso). Non solo. Al di fuori dell’ufficialità della nota, Aspi nega di aver mai assicurato al ministero tempistiche differenti da quelle poi attuate. E rimanda a una lettera del 30 giugno scorso, inviata al Mit, in cui l’azienda esplicitava che sono state le indicazioni dello stesso ministero a imporre «una rivisitazione complessiva del programma (di manutenzione delle gallerie, ndr) con interventi diurni e notturni su tutta la rete ligure», con «inevitabili conseguenti disagi alla circolazione che si estenderanno indicativamente per tutto il mese di luglio». Infine da Aspi fanno notare che «nella proposta di accordo col Governo da 3,4 miliardi sono già previsti 1,5 miliardi per risarcimenti e forme di compensazione».

Ieri comunque la De Micheli ha spiegato di aver dato alle imprese «la disponibilità del ministero ad attivare un percorso di verifica dei danni conseguenti ai rallentamenti sulle autostrade liguri. Rispetto a questa disponibilità ci sono state delle aperture, quindi mi auguro che si attivi un percorso per una valutazione oggettiva del danno». Poi il ministro ha convocato la delegazione di Salviamo Genova e la Liguria, della quale fa parte anche Giampaolo Botta, direttore generale di Spediporto. «La nostra richiesta di indennizzo – afferma questi – sarà presentata al ministero. Se poi il Mit vorrà prendere le risorse da Aspi non ci interessa. Le perdite complessive delle imprese del territorio possono arrivare a un miliardo al mese. Basti pensare che, a maggio, solo il porto ha preso 750 milioni di merci più 122 milioni tra Iva e diritti non incassati. Al Mit proporremo un metodo per valutare i danni, tenendo conto che le anime delle imprese danneggiate sono diverse».

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