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Ligresti, ultimatum degli istituti di credito

Ultimatum delle banche alla famiglia Ligresti. Con un atto formale gli istituti creditrici della galassia avrebbero invitato la famiglia e, potenzialmente le società da loro controllate, a procedere celermente al via libera del piano di salvataggio proposto da Unipol pena la possibile escussione del pegno sulle azioni Premafin (20% del capitale) e FonSai o il passaggio alle vie legali. La decisione sarebbe stata presa in un recente summit durante il quale si sarebbe discusso anche della situazione debitoria di Premafin e delle controllanti Sinergia e Imco e sarebbe stata assunta con l’obiettivo di provare a superare l’impasse sui concambi.
Il tutto, tra l’altro, si sarebbe consumato alla vigilia dell’ennesima maratona per definire i concambi del maxi riassetto. E vista la discesa in campo delle banche le prossime ore potrebbero rivelarsi decisive per la definizione dell’accordo tra Unipol e FonSai. Complice, peraltro, una tabella di marcia piuttosto serrata. Si inizia oggi con il board di FonSai che dovrà varare l’insediamento del consiglio di amministrazione votato dall’assemblea dei soci tenuta martedì 24 aprile. In particolare, dovrà essere nominato il comitato degli indipendenti cui spetterà l’ultima parola sui concambi. A seguire, domani, si riunirà il cda di Premafin per un aggiornamento sul piano di fusione con Unipol, Fonsai e Milano Assicurazioni ma soprattutto per fornire le risposte alle ultime richieste di chiarimenti pervenute dalle autorithy. In occasione dell’ultimo consiglio, la holding aveva chiesto «un incontro urgente» con le società coinvolte nel progetto per la creazione della Grande Unipol.
In ragione di ciò, secondo alcuni rumor, è possibile che tra venerdì e sabato si tenga un vertice plenario tra i quattro gruppi e i principali creditori (Mediobanca e Unicredit) per provare a tirare le somme sui concambi. Tutto dipenderà dall’andamento delle trattative con Unipol che, tra oggi e domani, saranno serrate. Dopo aver preso in esame diverse opzioni, le parti coinvolte ora sarebbero tornate a discutere della valutazione dei singoli asset, cercando di rendere il più omogenee possibile le metodologie di calcolo. Con l’intenzione, evidentemente, di trovare un punto di incontro. Il lavoro è particolarmente complesso perché vanno analizzate le singole poste e soprattutto vanno uniformati i giudizi su quei punti critici che hanno creato la distanza. Nel mentre, proseguono le trattative anche sugli atri due fronti: il debito Premafin e il debito Sinergia-Imco. Su questi due aspetti vi sono stati diversi contatti tra le banche creditrici e l’advisor Leonardo & co nelle ultime ore e nuovi ce ne saranno nei prossimi giorni. Per venerdì è in programma un nuovo summit durante il quale si cercherà di trovare l’intesa sull’esposizione della holding e sull’opportunità di aggiustare al rialzo l’ammontare del prestito convertendo ora previsto a 225 milioni. Quanto a Sinergia e Imco, si starebbe lavorando per raccogliere una lettera degli istituti di credito a supporto del piano di ristrutturazione da portare in Tribunale in vista dell’udienza del 2 maggio. Il tutto per scongiurare il fallimento, a favore invece di un ricorso all’articolo 182 bis.

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