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Ligresti, sì a Unipol ma porta aperta

MILANO — L’assemblea di Premafin, la holding dei Ligresti che controlla Fonsai, ha approvato ieri il bilancio 2011 e l’aumento di capitale fino a 400 milioni riservato a Unipol. Secondo le banche creditrici dunque, da una prima lettura delle delibere dovrebbe scattare automaticamente l’accordo sulla ristrutturazione del debito che garantisce la continuità aziendale.
Capitolo chiuso? Non è detto. I Ligresti, dopo un’ultima riunione all’ora di pranzo presso l’advisor Leonardo per capire la posizione delle banche creditrici, hanno assicurato solo all’ultimo il quorum e, nel preannunciare il voto favorevole, hanno chiesto di tenere le porte aperte ad altre soluzioni. Hike, la finanziaria di Jonella, ha dichiarato di votare sì ma sottolineando «che ciò non significa votare favorevolmente all’operazione con Unipol, anche in relazione a quanto ha votato il board di Fonsai che si è mantenuto aperto all’esame di altre offerte». E il rappresentante di Limbo, la «scatola» di Paolo Ligresti, si è associato chiedendo al consiglio di «valutare immediatamente operazioni migliorative che consentano comunque la continuità aziendale». Richieste che si basano sul fatto che secondo la delibera l’aumento è riservato a Unipol ma, solo nel caso scattino con certezza le condizioni stabilite che portano il gruppo bolognese a ritirarsi, possa essere sottoscritto da «altri operatori del settore assicurativo o investitori istituzionali». Inoltre secondo il rappresentante di Limbo sarebbe venuta meno l’esclusiva con il gruppo bolognese.
Posizioni che guardano alla decisione di Jonella e Paolo Ligresti i quali nei giorni scorsi hanno dichiarato di non rinunciare a manleva e recesso, rigettando quindi le condizioni poste dalla Consob per approvare l’esenzione dall’Opa su Premafin da parte di Unipol. Ieri il gruppo guidato da Carlo Cimbri ha risposto con una lettera, illustrata in assemblea da Giulia Ligresti, presidente di Premafin, nella quale Bologna conferma la «ferma determinazione» a portare avanti il progetto di integrazione con Fonsai, e dichiara di volersi «uniformare a quanto disposto dalla Consob» limitando la manleva «ai soli consiglieri e sindaci» non azionisti di Premafin ed escludendo «la spettanza del diritto di recesso in favore» dei soci di riferimento della holding. Unipol conclude che la posizione assunta da Jonella e Paolo non fa cadere l’esclusiva valida fino al 20 luglio. Poco dopo è arrivato in assemblea il parere del legale Giorgio De Nova, richiesto da Premafin, secondo il quale «gli impegni di manleva non sono revocabili quindi la limitazione di Unipol è senza effetto».
Giulia Ligresti, nel chiudere i lavori assembleari, ha detto di impegnarsi «a sottoporre celermente al consiglio gli inviti che mi sono stati presentati da Hike e Limbo, proprio perché l’operazione con Unipol è ancora sotto condizioni sospensive che non sono state ancora completamente verificate». «Il mio impegno e quello morale del board è fare in modo che venga presa la migliore soluzione nell’interesse di tutti gli azionisti. Soluzione che in ogni caso mi auguro mi permetterà più tranquillità e di non avere deleghe operative». Dopo di lei ha preso la parola l’amministratore indipendente Luigi Reale, il quale ha detto di «accogliere l’invito» ma ha precisato «che fino a oggi è stato fatto tutto quanto possibile in difesa della società e di tutti gli azionisti».

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