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Ligresti, sequestrato il 20% di Premafin

MILANO — Salvatore Ligresti è indagato per aggiotaggio dalla Procura di Milano. Secondo il pm Luigi Orsi, fra il 2 novembre 2009 e il 16 settembre 2010 avrebbe manipolato il valore di Borsa del titolo Premafin attraverso compravendite effettuate da due trust offshore delle Bahamas, titolari del 20% del capitale. Premafin è la holding attraverso la quale la famiglia Ligresti controlla il gruppo assicurativo Fondiaria-Sai (ora con il 35% circa, nel 2009-2010 con il 47%). Per questo motivo ieri è stato disposto dal gip Roberto Arnaldi, su richiesta di Orsi, il sequestro del 20% di Premafin in mano ai veicoli offshore.
Il sequestro di per sé non blocca l’operatività dei trust — essendo verosimilmente le azioni all’estero, in Svizzera secondo la Consob — ma impedisce che le azioni possano essere eventualmente utilizzate in assemblea (tra poco Premafin sarà chiamata a votare l’operazione di salvataggio con Unipol). Non a caso il sequestro è stato notificato anche a Premafin, di cui Ligresti è presidente onorario. Indagato è anche il gestore dei trust Giancarlo De Filippo, residente a Montecarlo, professionista molto vicino a Ligresti (è stato fra l’altro amministratore di Saiagricola e di Marina di Loano), che opera come sole trustee di The Heritage e asset manager di Ever Green Security trust.
L’indagine che ha dato vita al sequestro è quella relativa agli anomali movimenti sul titolo Premafin, già oggetto di un esposto della Consob al pm, e da cui sono scaturite le verifiche sull’intera galassia Premafin-Fonsai. Per il pm, i trust «occultano l’interesse della famiglia Ligresti». Per la Consob si tratta di entità riconducibili ai Ligresti, circostanza che invece l’ingegnere siciliano ha negato davanti alla Consob, almeno per gli anni successivi al 2003. Il 20% di Premafin era stato venduto da Ligresti nel 1993 (era il periodo del suo coinvolgimento in Tangentopoli) e per sua stessa ammissione in Consob dopo il 2003 non avrebbe avuto più alcun legame con i trust. In totale i veicoli utilizzati in 19 anni sono cinque: The Monarch, che darà vita a Silver Spring e a Ever Green, e The Queen, che darà vita a Heritage. Tra novembre 2009 e settembre 2010 le compravendite dei trust su Premafin — attraverso società controllate, e con l’intervento del gestore svizzero Niccolò Lucchini, presentato a De Filippo proprio da Ligresti — avrebbero consentito di fare «artificiosamente divergere il corso del mercato delle azioni Premafin (-28%) rispetto al net asset value (-62%)», cioè rispetto al valore del patrimonio della holding stessa (di fatto, solo Fonsai). Secondo il pm e la Consob, in 217 delle 223 giornate di Borsa, il 22% del totale delle azioni è stato acquistato da società offshore controllate dai trust, e il 79% di queste azioni è stato comprato in asta di chiusura. Analogamente, in 161 delle 223 giornate di Borsa, a vendere sono state altre società dei trust, per il 27% del totale degli scambi.
L’obiettivo della manipolazione di Premafin sarebbe stato, secondo gli investigatori, evitare che il valore delle azioni scendesse sotto una certa soglia: questo perché un ulteriore 20% di Premafin controllato dai Ligresti attraverso le società Sinergia e Imco era (ed è ancora) in pegno alle banche e, se avesse perso troppo valore, i Ligresti avrebbero dovuto fornire ulteriori azioni a garanzia o rimborsare il debito. Nel 2009 Imco aveva debiti per 112 milioni; Sinergia per 133 milioni. Una perdita di valore di Premafin avrebbe inoltre obbligato Sinergia e Imco a una forte svalutazione dei titoli stessi, aggravando la loro crisi. Non a caso lunedì scorso Orsi ha chiesto il fallimento delle due società di Ligresti.

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