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Ligresti interrogato dai Pm di Milano

È ormai un’indagine a tutto campo quella della procura di Milano sulle società della ex galassia Ligresti. Sotto i riflettori del sostituto procuratore Luigi Orsi ci sarebbero adesso anche alcuni aspetti dell’operazione Unipol-Premafin-Fonsai. Sarebbe stato questo l’argomento al centro dell’interrogatorio di Salvatore Ligresti, avvenuto giovedì scorso e durato un paio di ore. Sempre la scorsa settimana, Orsi ha ascoltato come testimone anche Jonella Ligresti.
La procura di Milano ha iscritto l’ingegnere siciliano un anno fa nel registro degli indagati con le ipotesi di reato di aggiotaggio e ostacolo alle autorità di vigilanza. Poi, dopo il fallimento di Imco e Sinergia, le due holding di famiglia non quotate, l’inchiesta si è allargata anche ai reati previsti dalla legge fallimentare. E ora sotto la lente della procura ci sarebbero alcuni particolari dell’operazione di integrazione tra Unipol, Fonsai e Premafin.
Non a caso nei giorni scorsi Orsi ha inviato alla Consob una lettera per chiedere chiarimenti sulla solidità di Unipol e sull’esistenza di eventuali accordi non rivelati al mercato e relativi all’aumento di capitale che ha salvato Premafin dal fallimento. Un segnale dell’interesse della procura su questo fronte era arrivato nelle scorse settimane, quando il custode giudiziale delle quote Premafin controllate dai trust off shore Heritage ed Ever Green, Alessandro della Chà, aveva chiesto all’assemblea di bloccare l’aumento di capitale riservato a Unipol per esaminare l’offerta concorrente di Sator e Palladio, richiesta che era stata respinta. L’interrogatorio di giovedì sarebbe anche servito a chiarire l’esistenza di eventuali garanzie concesse alla famiglia Ligresti. Con il finanziere è indagato, per gli stessi reati, Giancarlo De Filippo, italiano residente a Montecarlo e gestore dei due trust domiciliati nel paradiso fiscale delle Bahamas e titolari di un pacchetto del 20% di Premafin.
L’inchiesta ha preso avvio proprio da una denuncia della Consob relativa a manipolazioni di mercato delle azioni Premafin tra il novembre 2009 e il settembre 2010. Al centro dell’attenzione della Commissione – e ora anche della procura di Milano – c’era il ruolo dei due trust azionisti di Premafin. Il pacchetto di azioni è stato sequestrato dalla procura e affidato al custode giudiziale. Secondo quanto si legge nel decreto di sequestro, i trust sarebbero «soggetti che occultano l’interesse della famiglia Ligresti».
I trust esteri furono creati circa vent’anni fa, nel periodo di Mani pulite. L’ingegnere siciliano fu arrestato il 16 luglio 1992 e scarcerato il 25 novembre dello stesso anno. Tre mesi dopo, il 20 febbraio 1993, viene istituito il Monarch Trust, il cui beneficiario e protector (fino al 2003) è Salvatore Ligresti. Cinque giorni dopo, sempre alle Bahamas, nasce il The Queen Trust, il cui protector è Giorgina Antonietta Susini, moglie di Ligresti. Il 25 giugno spunta anche un terzo trust, il The Heritage Trust. Tutti e tre controllano, nel 1993, il 24,5% dei titoli Premafin attraverso decine di altre società, fondazioni, Anstalt, Stiftung e trust domiciliati in Liechtenstein, Panama e Isole vergini britanniche. Oggi l’Heritage possiede il 12,15% di Premafin e l’Ever Green il 7,85%.

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