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Ligresti, il pressing dell’Isvap: «Via anche dalle controllate»

di Sergio Bocconi

MILANO — Crollano di nuovo i titoli del gruppo di Salvatore Ligresti. Dopo l'annuncio arrivato venerdì a mercati chiusi sulle maxi perdite e il margine di solvibilità a quota 90% di Fonsai, e sul nuovo aumento da 750 milioni, i titoli della compagnia ieri hanno perso il 7,9% e quelli della holding Premafin l'11,6%. Se in parte il mercato aveva scontato la ricapitalizzazione e già guarda all'effetto diluizione, la Borsa ha reagito in modo pesante alle stime di un risultato negativo pari a 925 milioni e di un ratio ampiamente al di sotto delle soglie regolamentari.
Ieri è comunque arrivata anche una notizia positiva per il gruppo: è stata definita la vendita a Gavio del 33% detenuto dal gruppo Ligresti in Igli, la società che a sua volta controlla Impregilo con il 29% circa. Il negoziato, portato a termine per Fonsai dai top manager Piergiorgio Peluso e Gianandrea Perco, si è concluso con una transazione che vede Gavio acquistare le azioni valorizzate a 3,65 euro l'una (cifra superiore alle indicazioni precedenti e a quanto iscritto in bilancio 2010) con pagamento cash senza dilazioni. L'operazione, il cui esito è stato favorito anche dall'ingresso in campo per Impregilo del gruppo Salini, sarà portata nel consiglio in calendario domani. Fonsai incassa 88,6 milioni ed esce da una società indebitata per 177 oltre che da un settore (costruzioni e grandi opere) che non fa parte del core business della compagnia. La vendita, se non costituisce un passo rilevante sul fronte patrimoniale, è però anche un segnale al mercato perché rappresenta un alleggerimento sull'equity, la cui esposizione viene considerata eccessiva da molti analisti.
E sempre ieri la risposta del gruppo Ligresti all'Isvap è arrivata sul tavolo di Giancarlo Giannini, numero uno dell'authority. Le tre pagine del documento sono ora all'esame degli uffici dell'organo di vigilanza sulle assicurazioni e, da una prima valutazione sembrerebbero emergere due considerazioni: le sollecitazioni dell'Isvap sulla solidità troverebbero piena risposta di fatto nella delibera sul rafforzamento patrimoniale; andrebbe invece completato il quadro degli interventi relativi ai doppi e tripli incarichi di famiglia & affini nelle varie società del gruppo, con il loro potenziale di conflitti di interessi. Nel senso che se per quanto riguarda i legami tra la holding Premafin e Fonsai sono stati fatti adeguati passi avanti anche nello stesso consiglio di venerdì (quando sono stati cancellate le ultime duplicazioni di Jonella e Giulia Ligresti), nelle società controllate da Fonsai, da Banca Sai a quelle in particolare nel settore immobiliare, restano numerose le cariche multiple ricoperte dalla famiglia e da componenti vicini ai Ligresti. Considerato il carico di operazioni fra parti correlate che hanno riguardato nel gruppo proprio gli immobili nei vari anni, è probabile che sul punto continui il pressing che l'Isvap esercita a partire dalle ispezioni di fine 2010.
Con i primi giorni di gennaio comincia poi per il gruppo il cammino del salvataggio, perché così si configura l'aumento in presenza di un margine di solvibilità ampiamente sotto le soglia regolatoria. Salvataggio che dovrà però coinvolgere tutti i livelli del gruppo. In Fonsai Mediobanca, principale creditore della compagnia, comincerà a organizzare il consorzio di garanzia ed è probabile che in occasione dell'aumento entrino in gioco operatori finanziari e industriali. Per quanto riguarda Premafin l'advisor dei Ligresti Banca Leonardo è al lavoro e probabilmente riunirà le banche creditrici (a cominciare dalla maggiore, Unicredit, socio con il 6,6% di Fonsai) fra il 9 e il 10 gennaio. Poiché i Ligresti non dispongono al momento delle risorse per far fronte alla loro parte di aumento di capitale, Premafin potrebbe scendere in Fonsai dal 35% (in pegno) al 10% e ritrovarsi declassata da holding a società finanziaria. È dunque possibile che anche qui sia necessario l'ingresso di nuovi investitori. Si tratta di passaggi delicati e in apparenza complicati da conciliare, fra soggetti, obiettivi, temi regolatori e coerenza con l'obiettivo di riportare in sicurezza la seconda compagnia di assicurazioni del Paese.
 

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