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Ligresti, Consob aspetta le carte segrete

MILANO — Ora sul giallo della buonuscita segreta da 45 milioni dei Ligresti per l’addio a Fonsai si aspetta la versione di Alberto Nagel. L’amministratore delegato di Mediobanca è stato tirato in ballo sia dalle dichiarazioni di Paolo e Jonella Ligresti, figli di Salvatore, al pm Luigi Orsi sia dalla registrazione effettuata di nascosto giovedì scorso dalla stessa Jonella nello studio dell’avvocato Cristina Rossello — e consegnata in Procura — in cui il legale confermerebbe l’esistenza del foglio manoscritto e firmato il 17 maggio scorso da Salvatore Ligresti e da Nagel sulle condizioni per l’uscita della famiglia da Premafin: 45 milioni pari al controvalore delle azioni della holding, la garanzia di un ruolo manageriale per Paolo in una Svizzera, soldi in una banca di Montecarlo per Giulia, una buonuscita per Jonella, aiuti a una fondazione benefica, una cascina della tenuta Cesarina (di Premafin), più altri benefici per Salvatore (l’auto, la segretaria).
Si tratta di un foglietto a quadretti, scritto su entrambe le facciate, che il pm ha fatto sequestrare nella cassaforte dello studio dell’avvocato Rossello, tra l’altro segretario del patto di sindacato di Mediobanca e legale di Jonella in una causa per diffamazione: non recherebbe le sigle di Nagel e di Ligresti ma avrebbe un segno non chiaro tracciato a penna e una grossa macchia in basso. E sembra uguale alla fotocopia in mano ai giovani Ligresti e da loro consegnata al pm, anch’essa non firmata. Un mistero che incrocia il salvataggio di Premafin-Fonsai portato avanti da Unipol, con l’appoggio di Mediobanca e Unicredit: il 24 maggio l’operazione è stata autorizzata dalla Consob con l’esenzione dall’opa purché priva di condizioni per i Ligresti più favorevoli rispetto agli altri soci.
Fin dall’inizio Ligresti aveva chiesto una buonuscita attraverso la vendita delle azioni Premafin più 14 milioni per i figli come patto di non concorrenza; il prezzo della vendita venne poi trasformato in diritto di recesso, che però la Consob ha poi escluso. Con i contratti dunque i Ligresti non ottengono nulla e hanno fine le loro pretese: anche da ciò deriverebbe la loro ostilità all’operazione Unipol. Ma che tipo di documento è? È solo un elenco di desiderata (cui comunque non è stato dato seguito)? È un accordo valido, una sorta di gentlemen’s agreement? E se esiste, può essere qualificato come occulto dalla Consob? Mediobanca ha dichiarato che «non c’è stato alcun accordo con i Ligresti né sono stati firmati documenti». Adesso Nagel attende di essere chiamato quanto prima da Orsi per poter spiegare i fatti e commentare le affermazioni di Rossello nella registrazione. Dal canto suo l’autorità di vigilanza attende di entrare in possesso del foglio, anche se ci sono problemi procedurali visto che si tratta di un atto sequestrato. Sicuramente l’authority nelle sue iniziative, come le audizioni, intende muoversi in sintonia con il pm. Intanto ieri si è chiusa la negoziazione dei diritti nell’aumento di capitale Fonsai da 1,1 miliardi; la Sator di Matteo Arpe è rimasta al 3% mentre Palladio ha ceduto tutto il 5% ma ha mantenuto i diritti.

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