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«L’idrogeno? Una filiera che spingerà le imprese»

«L’Italia può avere un ruolo importante per l’Europa nella transizione energetica e noi di Baker Hughes possiamo aiutare ad accelerare questo processo attraverso le tecnologie che abbiamo sviluppato per raggiungere l’obiettivo delle emissioni zero». Baker Hughes, la multinazionale americana leader nella tecnologia per l’energia, che in Italia opera attraverso la Nuovo Pignone, ha un programma ambizioso. Il ceo mondiale, Lorenzo Simonelli è atterrato a Firenze per firmare alla presenza dei Sindaci di Firenze, Dario Nardella, e di Ravenna, Michele De Pascale, un accordo con il gruppo Rosetti Marino, per sviluppare congiuntamente soluzioni per una filiera nazionale della transizione energetica. «Il protocollo firmato a Firenze — spiega Simonelli — rappresenta un altro passo per Rosetti Marino e Baker Hughes-Nuovo Pignone verso l’avanguardia nella cattura del Co2. Collaboreremo su progetti di ”carbon capture” relativi cioè alla cattura, all’utilizzo e allo stoccaggio di anidride carbonica, dando vita a un accordo di filiera che consente di fare passi avanti concreti per la transizione energetica, partendo dall’Italia. Per noi di Baker Hughes questo accordo è un’importante opportunità per implementare le tecnologie sviluppate da Nuovo Pignone».

Perché si tratta di un accordo di filiera?

«Vogliamo essere partner delle aziende nella transizione energetica e nella decarbonizzazione dei loro impianti e stiamo già portando avanti diversi progetti. Per Snam abbiamo realizzato la prima turbina “ibrida” a idrogeno al mondo per una rete gas. Stiamo partecipando a una gara per Eni e il nostro obiettivo è di affiancare l’intera filiera nella transizione energetica e attraverso le nostre tecnologie rendere l’energia più sicura, pulita ed efficiente».

L’idrogeno è la strada principale per arrivare alle emissioni zero?

«Certamente è una delle soluzioni in questo momento viene maggiormente sviluppata, ma ci sono anche il fotovoltaico e l’eolico. L’idrogeno non lo scopriamo oggi, sono diversi anni che viene utilizzato per esempio dai camion. Anche Iveco sta sviluppando mezzi a idrogeno e in Germania i treni a idrogeno sono pronti per entrare in funzione. Baker Hughes realizza al Nuovo Pignone turbine a gas già in grado di utilizzare fino al 100% di idrogeno».

Quanto tempo servirà per abbandonare i combustibili fossili?

Simonelli Nuovo Pignone ha sviluppato una turbina che già può usare il 100% di idrogeno. L’Italia ha le tecnologie per guidare la transizione

«Petrolio e soprattutto gas per almeno i prossimi 30 anni continueranno a giocare un ruolo importante per soddisfare la domanda globale di energia, anche negli scenari più aggressivi di transizione energetica. Ma la tecnologia li renderà più puliti. L’importante è continuare a investire e accelerare la transizione energetica, produrre in modo sempre più sostenibile e creare un ecosistema di partnership con l’obiettivo di azzerare le emissioni».

L’Italia a che punto è?

«Le imprese sono pronte e la decarbonizzazione delle centrali è avviata. L’Italia può avere un ruolo centrale per l’Europa, anche grazie ai fondi del Recovery Plan dedicati alla transizione energetica che possono accelerare il processo anche tramite incentivi».

L’obiettivo emissioni zero non riguarda solo le industrie ma richiede anche il contributo dei cittadini.

«Bisogna certamente bilanciare le due componenti e se la tecnologia dell’idrogeno può contribuire ad abbattere il Co2, per i consumatori sarà l’economia circolare a fare la differenza. E’ come se fossero due parti di un unico ecosistema: l’industria si occuperà di abbattere le emissioni e le famiglie di riciclare».

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