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Licenziamenti, trovato l’accordo Rafforzati gli ammortizzatori

Dopo una riunione fiume con i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Mario Draghi ha accettato di rafforzare i limiti allo sblocco dei licenziamenti già decisi lunedì nella riunione della «cabina di regia» a Palazzo Chigi. Sindacati soddisfatti. In particolare, oltre alla proroga del divieto di licenziare fino al 31 ottobre per il tessile e i settori collegati (abbigliamento, calzature), per tutte le aziende che hanno tavoli di crisi aziendali aperti al ministero dello Sviluppo, nelle Regioni e nelle Prefetture, ha riferito il segretario della Cisl Luigi Sbarra, sono previste 13 settimane in più di cassa integrazione straordinaria gratuita. Infine, è stato raggiunto un «avviso comune», cioè un’intesa tra governo, sindacati e associazioni imprenditoriali, che impegna le aziende a utilizzare tutti gli ammortizzatori sociali a disposizione prima di arrivare ai licenziamenti.

Le misure verranno approvate oggi dal Consiglio dei ministri con un decreto legge che conterrà anche il rinvio di una serie di scadenze fiscali. Slitterà al 31 agosto la ripresa delle attività di riscossione e di invio delle cartelle esattoriali da parte dell’Agenzia delle entrate e al 30 settembre il termine per il pagamento delle rate della Rottamazione ter e del «saldo e stralcio». Per i Comuni ci sarà un mese in più, fino al 31 luglio, per determinare le tariffe della Tari. Il decreto, compreso il finanziamento delle settimane aggiuntive di cassa integrazione, il potenziamento della legge Sabatini (incentivi per le pmi) e un nuovo prestito ponte per Alitalia, dovrebbe utilizzare circa 2 miliardi avanzati dai fondi per i contributi a fondo perduto per le partite Iva. Con lo stesso provvedimento verrà anche sospeso, da domani primo luglio, il cashback.

Tornando ai licenziamenti, quello che doveva essere un semplice incontro per informare i sindacati di come il governo avrebbe da un lato confermato lo sblocco dei licenziamenti dal primo luglio e dall’altro introdotto una serie di salvaguardie per i lavoratori dei settori e delle aziende più in crisi, si è trasformato in una maratona, cominciata alle 15 e terminata in tarda sera, dopo diverse interruzioni per approfondimenti tecnici e per acquisire il consenso delle varie associazioni datoriali, in particolare della Confindustria, all’avviso comune che inquadra i licenziamenti come extrema ratio.

Scadenze fiscali

Oggi il Consiglio dei ministri approverà anche il rinvio di alcune scadenze fiscali

Draghi e i ministri Daniele Franco (Economia) e Andrea Orlando (Lavoro) si sono trovati davanti a un fronte sindacale agguerrito. Maurizio Landini (Cgil), Luigi Sbarra (Cisl) e Pierpaolo Bombardieri (Uil) hanno contestato l’utilizzo dei codici Ateco per individuare le aziende del tessile e affini. I codici, ha osservato in particolare Bombardieri, rischierebbero di lasciare fuori molte aziende delle filiere. Landini ha insistito affinché le 13 settimane di cig aggiuntiva per le aziende in crisi degli altri settori fossero obbligatorie e non facoltative, ma la Confindustria non ha ceduto e l’avviso comune sottoscritto impegna infatti le parti a «raccomandare» l’utilizzo di tutti gli ammortizzatori «in alternativa alla risoluzione dei rapporti di lavoro» (ma non c’è l’obbligo). Infine, le parti apriranno un tavolo di monitoraggio della situazione.

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