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Licenziamenti, nuovo blocco

Prorogato il divieto di licenziamento, individuale e collettivo. Due i nuovi termini: 30 giugno per tutte le aziende (si tratta dello stesso termine del rinnovo della Cigo Covid-19, pari a 13 settimane da aprile a giugno); 31 dicembre per le aziende che fruiscono di Aso, Cigd e Cisoa (anche in tal caso lo stesso termine di rinnovo dei trattamenti di cassa integrazione guadagni, cioè 28 settimane di Aso e Cigd e 120 giornate di Cisoa, da aprile a dicembre). A stabilirlo è l’art. 8 del decreto Sostegni.

Divieto già operativo. Il divieto è già operativo e, senza la proroga, sarebbe scaduto a fine mese. La norma originaria prevedeva, per 60 giorni, che il divieto operasse con riferimento ai soli dipendenti in forza al 17 marzo. Il decreto Rilancio l’ha prorogato fino al 17 agosto e il decreto Agosto ha introdotto i casi di esclusione del divieto, legandone inoltre l’operatività alla fruizione della Cig Covid-19 e prevedendo alcune ipotesi di eccezione (si veda più avanti), in ogni caso fino al 31 dicembre 2020. Successivamente è arrivato la tornata dei decreti Ristori (decreto legge n. 137/2020, in particolare) che ha prorogato il divieto fino al 31 gennaio 2021, senza più condizioni (cioè slegandolo dalla fruizione della Cig Covid) e facendo salve le ipotesi di eccezione. Infine, con la legge di Bilancio 2021 il divieto è stato esteso fino al prossimo 31 marzo.

Quinta proroga. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto Sostegni prorogherà nuovamente il divieto di licenziamento nelle seguenti fattispecie:

 

  • procedure di cui agli artt. 4, 5 e 24, della legge n. 223/1991 (licenziamenti collettivi); quelle eventualmente già avviate al 23 febbraio 2020 restano sospese;
  • licenziamento per giustificato motivo oggettivo (art. 3 legge n. 604/1966);
  • procedure di conciliazione (art. 7 della legge n. 604/1966).Due i nuovi termini: 30 giugno per tutte le aziende, incluse quelle destinatarie di Cigo Covid; 31 dicembre per quelle che fruiscono di Aso, di Cigd e di Cisoa. I nuovi termini coincidono con le scadenze del rinnovo dei trattamenti di cassa integrazione guadagni.

    Le esclusioni. Il divieto non si applica ai casi di licenziamenti motivati dalla cessazione definitiva dell’attività dell’impresa, conseguenti alla messa in liquidazione della società senza continuazione, anche parziale, dell’attività; ai casi in cui nel corso della liquidazione non si configuri la cessione di un complesso di beni o attività che possano configurare un trasferimento d’azienda o di un ramo di essa; ai casi di accordo collettivo aziendale, stipulato dai sindacali più rappresentative a livello nazionale, di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, per i soli lavoratori che aderiscono all’accordo. Inoltre, sono esclusi dal divieto anche i licenziamenti per fallimento, se non è previsto l’esercizio provvisorio dell’impresa o ne sia disposta la cessazione.

 

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