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Licenziamenti, la mossa di Draghi Il premier convoca la cabina di regia

Occhi puntati su Mario Draghi, che ha convocato per oggi alle 17.30 la cosiddetta cabina di regia a Palazzo Chigi. Il presidente del Consiglio cercherà di sciogliere con i ministri capidelegazione della maggioranza i nodi politici, a partire da quello sulla riforma della giustizia. Ma è probabile che si parli anche di licenziamenti, in vista del decreto legge che il consiglio dei ministri dovrebbe approvare mercoledì, giusto in tempo per intervenire con una nuova proroga, ma questa volta selettiva, del divieto di licenziare, che altrimenti per le aziende industriali e delle costruzioni scadrebbe proprio mercoledì 30 giugno. Proroga selettiva significa che essa dovrebbe riguardare solo i settori più in crisi, ovvero le filiere del tessile, dell’abbigliamento e delle calzature, che sono anche quelle che, nel manifatturiero, presentano i più alti livelli di lavoratori in cassa integrazione (circa uno su tre).

I sindacati continuano a premere per una proroga generalizzata del blocco fino alla fine di ottobre, per allineare industria e costruzioni al terziario e alle piccole imprese per le quali il blocco è appunto previsto che scada il 31 ottobre. Ma il premier non è di questo avviso. La Lega è per la proroga selettiva. Più spostati sulle posizioni sindacali sono Pd, 5 Stelle e soprattutto Leu. Più favorevoli al superamento del blocco, invece, Forza Italia e Italia viva. Toccherà a Draghi, come altre volte, mediare. I sindacati sono preoccupati in particolare per quelle aziende industriali in forte difficoltà, come per esempio Whirlpool, che potrebbero non aspettare un minuto dalla fine del blocco e inviare centinaia di lettere di licenziamento. Per questo Cgil, Cisl e Uil sperano che venga presa in considerazione l’ipotesi di includere nella proroga del blocco anche le imprese oggetto degli 85 tavoli di crisi aperti presso il ministero dello Sviluppo economico. Ma i tecnici del governo fanno osservare come questa dei tavoli di crisi non possa essere assunta come una categoria giuridica. Si torna allora a ragionare sull’ipotesi di allargare la platea alle aziende con un forte calo di fatturato.

Ma nel decreto non ci saranno solo le norme sui licenziamenti. Il provvedimento potrebbe utilizzare 3-4 miliardi avanzati dai fondi stanziati per i contributi a fondo perduto alle partite Iva. Dovrebbe scattare un mese in più, fino al 31 luglio, per i comuni per approvare le tariffe della Tari (tassa sui rifiuti). In ballo anche l’estensione fino al 31 agosto del blocco delle attività di riscossione e dell’invio delle cartelle esattoriali, e il rinvio a fine settembre del pagamento delle rate della Rottamazione ter e del Saldo e stralcio. In discussione anche il rifinanziamento della legge Sabatini (incentivi per le piccole e medie imprese che rinnovano macchinari e attrezzature).

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