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Licenziamenti, il governo si muove Anche Giorgetti favorevole al blocco

Allungare il blocco dei licenziamenti e la cassa integrazione e nel frattempo ridisegnare gli ammortizzatori sociali e le politiche attive per ricollocare i disoccupati. Il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti (Lega) apre a questa possibilità. Come pure aveva fatto il ministro del Lavoro Andrea Orlando (Pd) incontrando nei giorni scorsi le parti sociali. In che modo attuarlo – selettivo, chiede Confindustria, o per tutti, spingono i sindacati – e per quanto tempo – proroga di tre mesi, fino all’estate o più – non è ancora deciso. Occorrerà far quadrare i conti, a partire dal decreto Ristori. E la sintesi spetta al premier Draghi, convinto che il compito del governo – così ha detto nel discorso sulla fiducia – è «proteggere tutti i lavoratori, non indifferentemente tutte le attività economiche».
Il ministro Giorgetti per primo si fa interprete di questa linea. Senza «promesse che non posso mantenere ». Ma «la volontà è di provare ad allungare il blocco perché serve ai lavoratori e anche al governo », per sistemare gli ammortizzatori e far ripartire la macchina della riqualificazione. Lo fa incontrando i metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil che ieri accompagnavano i lavoratori di Whirlpool per un sit-in sotto la sede del ministero in via Veneto a Roma. La multinazionale americana vuole chiudere la sede di Napoli che produce lavatrici, 357 dipendenti sono in Cig Covid da gennaio e rischiano il licenziamento quando il 31 marzo scadrà il blocco. Una situazione molto pesante, non la sola. I tavoli di crisi al Mise sono più di cento. Tra i più spinosi c’è l’ex Ilva. Non a caso Giorgetti ha convocato per oggi sindacati e commissari.
Un attivismo ben accolto da Cgil, Cisl e Uil, stupiti dalla disponibilità del ministro – «Non era scontato il giorno della fiducia alla Camera» – ma speranzosi che «alle buone intenzioni seguano i fatti». D’altro canto «il governo ha l’autorevolezza per risolvere la vertenza Whirlpool e le altre, speriamo abbia anche la volontà», osserva Gianluca Ficco (Uilm). «Purché si costruisca un ammortizzatore che accompagni le riconversioni industriali perché non c’è, spazzato via dal Jobs Act». Barbara Tibaldi (Fiom-Cgil) definisce Giorgetti «persona seria, si è presentato su mandato di Draghi e ci ha detto: “Se parlo, faccio”, ma qui bisogna riaprire la vertenza con Whirlpool e metterli con le spalle al muro ». Roberto Benaglia (Fim-Cisl) ritiene il primo approccio «positivo, il ministro è pragmatico e deciso, nessuna bacchetta magica, per ora prende tempo». Tempo che servirà a Giorgetti e al governo per «mettere in campo politiche economiche di rilancio insieme al ridisegno degli ammortizzatori», così ha detto. «Un lavoro di squadra che non farò da solo, ma con il ministro Orlando». A partire dalla prossima settimana, con un gruppo di lavoro per cominciare a studiare i dossier.
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