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Libri e Iva con doppio binario

In Europa è possibile un doppio binario per l’aliquota Iva sui libri: ridotta solo per quelli stampati su carta, normale per quelli pubblicati su supporti fisici diversi dal cartaceo. Lo ha stabilito la Corte di giustizia Ue nella sentenza relativa alla causa C-219/13, depositata ieri, promossa da un giudice finlandese, ma di interesse per tutti gli altri Stati membri, tanto che il governo tedesco, quello estone, greco e irlandese erano intervenuti presentando osservazioni scritte. Anche l’Italia attendeva il risultato della controversia ma, aveva già risolto il problema ammettendo l’aliquota del 4% anche per i libri venduti su Cd o Cd-rom, chiavetta o altro supporto fisico simile, ma ritenendo applicabile l’aliquota ordinaria del 22% ai libri commercializzati esclusivamente per via informatica.
Una società finlandese pubblica opere di letteratura generale e di insegnamento in formato cartaceo e diffonde anche audiovisivi e libri digitali. Questi ultimi sono disponibili sotto forma di file elettronici, contenuti in supporti fisici come Cd, Cd-rom, chiavette Usb o prodotti equivalenti, che riproducono libri comparsi originariamente in formato cartaceo. Un audiolibro riproduce il testo di un libro stampato che viene letto ad alta voce su un supporto fisico. Un libro digitale, invece, riproduce il contenuto di un volume disponibile originariamente in formato cartaceo, ma ha la struttura di un supporto fisico come un Cd o una chiavetta Usb. Le versioni digitali possono differire per il contenuto e la forma dai libri stampati su carta.
Poiché in Finlandia la legislazione interna prevede l’aliquota Iva ridotta solo per libri in formato cartaceo, la casa editrice aveva creato un contenzioso eccependo il principio comunitario di «neutralità fiscale» per ottenere aliquota ridotta anche per i prodotti che realizzano lo stesso risultato di un libro stampato. Il giudice amministrativo aveva sospeso il giudizio e chiesto alla Corte di giustizia di pronunciarsi.
Secondo i giudici del Lussemburgo, per stabilire se beni o prestazioni di servizi siano simili, si deve tenere conto del punto di vista del consumatore medio. Beni o prestazioni di servizi sono simili quando: presentano proprietà analoghe e rispondono agli stessi bisogni del consumatore, in funzione di un criterio di comparabilità nell’uso; e quando le differenze esistenti non influiscono in modo considerevole sulla decisione del consumatore medio di optare per l’uno o per l’altro di questi beni o prestazioni di servizi. Così la valutazione del consumatore medio può variare in funzione del grado eventualmente diverso di diffusione delle nuove tecnologie in ogni mercato nazionale e del livello d’accesso ai dispositivi tecnici che gli consentono di avvalersi di libri pubblicati su supporti fisici diversi dalla carta. Secondo la Corte di giustizia va preso come riferimento il consumatore medio di ciascuno Stato. Per i giudici: è giustificato che la legislazione nazionale non conceda alla cessione di libri registrati su supporti diversi dalla carta l’aliquota Iva ridotta applicabile a quella dei libri stampati. Se ciò che vale per il consumatore è essenzialmente il contenuto simile di tutti i libri, indipendentemente dalla diversa presentazione dal loro supporto o dalle loro proprietà, allora non è giustificata l’applicazione selettiva di un’aliquota Iva ridotta.

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